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Capitale della Cultura 2022. Tre campane in lizza tra le 28 candidate: Castellammare di Stabia, Procida e Padula

Capitale della Cultura 2022. Tre campane in lizza tra le 28 candidate: Castellammare di Stabia, Procida e Padula. Presentate le candidature a capitale italiana della Cultura 2022, sono 28 le città in lizza. Tra capoluoghi come Verona, Arezzo, Pisa e Bari, e outsider – Isernia o Pieve di Soligo nel trevigiano – spuntano tre campane: Procida e Castellammare di Stabia per la provincia di Napoli e Padula per quella di Salerno. Le prime due si erano candidate anche per l’anno 2021, ma il Covid-19 ha fermato la designazione; così Parma, che aveva vinto per il 2020, è stata confermata dal Dl Rilancio che ha anche proclamato, in segno di solidarietà, Bergamo e Brescia per il 2023. «Non è un concorso di bellezza», ha dichiarato il ministro ai Beni culturali Dario Franceschini presentando la lista delle candidate: «Sarà premiata la città che presenterà il progetto culturale più coinvolgente».
Il sindaco di Procida Dino Ambrosino accoglie l’auspicio del ministro: «Mi piace cosa ha detto Franceschini: vincerà la località che offre una visione, se fosse solo una conta di monumenti non avremmo molte possibilità». Il primo cittadino dell’isola punta su altro: «Il nostro dossier coinvolge le altre isole del golfo, il territorio dei Campi Flegrei, le università partenopee e un’area marina protetta. Così Procida diventa la portabandiera di un intero territorio». Per Ambrosino sarebbe una soddisfazione finire anche tra le dieci finaliste: «Procida è un’isola internazionale da sempre, per via dei nostri marittimi, e fa leva su un orgoglio territoriale alimentato dalla nostalgia permanente che gli abitanti provano. Alla selezione 2021 eravamo in 50, adesso solo 28, ci sono più probabilità». La scrittrice Chiara Gamberale, che da tempo organizza sull’isola la manifestazione letteraria «Procida racconta», è stata individuata come testimonial della candidatura: «Confido in Procida perché è un’isola uguale solo a se stessa. Sembra distendersi, e allo stesso tempo arrampicarsi, solo per raccontare la sua storia e ispirarne altre. Io la chiamo L’isola che c’è, in bilico fra la sua verità e la visione di Elsa Morante».
Anche Gaetano Cimmino, sindaco di Castellammare di Stabia, è fiducioso: «Ce la giochiamo a viso aperto, possiamo contare su almeno tre anime del luogo: la Castellammare archeologica, la Castellammare delle acque e quella del lavoro, coi nostri cantieri navali». Il dossier con cui partecipa alla selezione si chiama «Stabia unica 2022»: «Un luogo unico perché è strategico in quanto è la porta d’accesso delle due costiere, è accanto al Vesuvio e a Pompei, a un passo da Napoli. Ma non ha i problemi di congestione di questi posti». Nel comitato promotore c’è l’attore Gianfelice Imparato, che risponde mentre sta lavorando alla nuova stagione della serie tv «I bastardi di Pizzofalcone»: «È un posto culturalmente vivace che ha dato i natali a Raffaele Viviani e Annibale Ruccello. L’elezione a capitale farebbe bene anche agli stabiesi che riscoprirebbero la vocazione di terra di cultura e storia di una città da anni soffocata tra camorra e corruzione politica».
Si articola invece sulla certosa, il battistero paleocristiano di San Giovanni in Fiore e la casa natale di Joe Petrosino la proposta di Padula, unica in gara per il salernitano, che sarà presentata domani. Il sindaco Paolo Imparato è ecumenico: «Faccio un in bocca al lupo alle città campane, la nostra regione ha un patrimonio storico artistico di livello mondiale ma non ha mai espresso una capitale della cultura». Per Imparato «quella di Padula non è una candidatura di bandiera, crediamo molto nel progetto che in totale vale 4 milioni e mezzo di euro. Siamo la porta del Cilento, abbiamo un patrimonio culturale, ambientale ed enogastronomico di primo piano». Tra i sostenitori di Padula, la cui candidatura sarà presentata ufficialmente oggi, il giornalista Sandro Ruotolo: «Padula capitale sarebbe, in continuità con Matera 2019, il segnale della centralità del Sud nella cultura italiana. E la figura di Joe Petrosino, straordinario eroe nella lotta alla mafia, darebbe un taglio simbolico».

Fonte Il Mattino

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