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Turismo. Federalberghi: 110 mila gli stagionali senza lavoro

Turismo. Federalberghi: 110 mila gli stagionali senza lavoro.

Un crollo incredibile di presenze di turisti rispetto ad un anno fa: oltre l’80 per cento in Italia e addirittura il 90 per cento nella sola Campania. Con flussi dall’estero in picchiata (-93,2%) e anche il mercato domestico è ben oltre la soglia di allarme (-67,2%). Non solo. Tutto ciò si ripercuote sul mercato del lavoro, a iniziare da quelli degli stagionali: persi in Italia oltre 110 mila posti, mentre per i mesi estivi sono a rischio complessivamente 140 mila posti di lavoro temporanei. Motivo? Basta prendere l’indice delle camere occupate nelle strutture ricettive della Campania: appena il 20 per cento.

Sono i dati choc che vengono fuori dall’osservatorio di Federalberghi. Per luglio le previsioni rimangono assolutamente negative: l’83,4% delle strutture intervistate dall’associazione prevede che il fatturato sarà più che dimezzato rispetto al 2019. Nel 62,7% dei casi il crollo sarà devastante, superiore al 70%. “Per gli stranieri, l’apertura delle frontiere interne all’area Schengen, a metà giugno, ha fatto sentire i propri effetti solo in minima parte, mentre permane il blocco di alcuni mercati strategici, tra i quali USA, Russia, Cina, Australia e Brasile” evidenziano da Federalberghi. Anche gli italiani si stanno muovendo molto meno e il truismo di prossimità non convince affatto: diversi periodi di ferie sono andati “bruciati” nel corso del lock down e chi ha lavorato ha preferito risparmiare. Senza dimenticare che tanti hanno visto il proprio reddito ridotto a causa della cassa integrazione o della contrazione dei consumi e del blocco delle attività, tanti altri – pur disponendo di reddito a tempo – rinunciano a partire per recuperare parte del tempo perduto. Incidono anche la riduzione della capacità dei mezzi di trasporto, la cancellazione degli eventi e i timori di varia natura che comprensibilmente animano le persone. “La burrasca del Covid-19 è ancora in corso e continua a flagellare il sistema dell’ospitalità italiana – spiega Bernabò Bocca, Presidente Federalberghi – Il Centro Studi di Federalberghi continua ad aggiornare i parametri del proprio modello econometrico, acquisendo ogni segnale positivo, per piccolo che sia, ma la sostanza non cambia: nel 2020 si registrerà la perdita di oltre 295 milioni di presenza (-68,7% rispetto al 2018), con un calo di fatturato del settore ricettivo pari a quasi 16,3 miliardi di euro (-69,0%). Le punte di maggior sofferenza si registrano per il turismo delle città d’arte e il turismo d’affari – dice Bocca – ma anche nelle classiche mete delle vacanze, al mare, in montagna, al mare e alle terme, siamo ben lontani da una parvenza di normalità. Non traggano in inganno le immagini televisive che ritraggono spiagge affollate. In gran parte si tratta di escursionisti giornalieri o di vacanze mordi e fuggi, limitate ai week end. Siamo ormai entrati nel quinti mese di blocco – commenta ancora Bocca – e la penuria di prenotazioni per i prossimi mesi fa vacillare la speranza che con l’autunno si possa realizzare una prima parvenza di ritorno alla normalità. Il decreto Rilancio e gli altri provvedimenti adottati dal governo contengono alcune misure utili, ma purtroppo non sono sufficienti ad evitare il tracollo di migliaia di imprese. Per salvare i posti di lavoro, chiediamo di prorogare la cassa integrazione sino a fine anno e ridurre il cuneo fiscale per le aziende che richiamano in servizio il personale. Indispensabile poi completare le misure sull’Imu e sugli affitti, da estendere nella durata ed applicare a tutte le imprese alberghiere. Senza dimenticare che alla riapertura – conclude il presidente degli albergatori – ci dovremo confrontare con un mercato internazionale ancora più competitivo ed occorre quindi incentivare la riqualificazione delle strutture, approfittando di questo periodi in cui molte azione sono purtroppo vuote”.

Fonte Metropolis

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