Sorrento. I Parroci “Il lavoro sia dato per giustizia, non per carità”. La politica ascolti gli albergatori

Più informazioni su

    Sorrento. I Parroci “Il lavoro sia dato per giustizia, non per carità”. La politica ascolti gli albergatori . Il Fatto quotidiano a firma di Vincenzo Iurillo torna sul problema del lavoro stagionale Don Carmine, don Tonino, don Vincenzo parlano di stipendi dimezzati e casi “di tutte le età, anche a sessant’anni” e di un “problema culturale di fondo” per cui l’offerta di occupazione è quasi un elargizione: “Non sia dato per carità quel che deve essere dato per giustizia”

    “In parrocchia stiamo ospitando un ragazzo della costiera sorrentina senza fissa dimora che lavora una dozzina di ore al giorno, tutti i giorni, in uno stabilimento balneare, per 600 euro al mese. La logica dei titolari dello stabilimento è sempre la stessa di tanti casi simili: Noi non potremmo tenerti, ti stiamo facendo una cortesia“. Don Carmine Giudici è il parroco della Cattedrale di Sorrento e parla misurando con attenzione le parole e il tono della voce. Lui – insieme a don Tonino, don Vincenzo e altri parroci di Sorrento -ha voluto incontrare ilfattoquotidiano.it perché colpiti, e preoccupati, della denuncia di due stagionali del turismo che hanno preferito rimanere disoccupati piuttosto che essere costretti a lavorare negli alberghi ‘sulla fiducia’ di un contratto che non viene sottoposto in visione. Per non accettare cioé retribuzioni ‘part time’ in cambio di un impegno ‘full time’, stipendi dimezzati da 1300 euro a circa 600 euro. “Conosco le storie, uno di loro venne a parlarmi”. A Sorrento la Chiesa – con eccezione di un paio di sindacalisti e consulenti del lavoro – è l’unico avamposto in difesa dei diritti degli sfruttati. “Vengono a chiedere aiuto da noi. La politica preferisce ascoltare le ragioni degli albergatori. Che con l’emergenza Covid sono anche loro in difficoltà, sicuramente”.

    Anche monsignor Francesco Alfano, Arcivescovo di Sorrento, in una nota ha parlato della “sofferenza di chi è costretto ad accettare il lavoro sotto ricatto di non essere più richiamato se rifiuta” e ha rivolto un invito agli imprenditori: “In tempi eccezionali come questo abbiamo tutti il dovere di restituire, almeno in parte, quanto abbiamo ricevuto dall’intera società in lunghi anni di sacrifici e impegno lavorativo il più delle volte eccellente

    Più informazioni su

      Commenti

      Translate »