Sorrento e turismo post covid. …e se fossero gli inglesi a non preferire più la nostra città?

Mentre dal 10 luglio, da Londra ed altre citta britanniche si potrà volare per  andare in vacanza in Spagna, Isole Canarie, Baleari e Grecia , continua ad essere rimandata la ripresa dei voli verso Napoli e quindi la costiera sorrentina. All’apparenza una inspiegabile decisione,quella dei maggiori Tour Operators inglesi,circa la  quale sarebbe tuttavia opportuno soffermarsi per una adeguata riflessione e rispondere una volta tanto  con umiltà ed obbiettività  a determinati quesiti. Le cui risposte sarebbero da individuare,oltre alla sicurezza relativa al  Covid-19 ed alla crisi economica, in una serie di ulteriori motivi analizzando  la storia recente del turismo sorrentino.

Sorrento – Ha sorpreso molto la decisione dei grandi Tour Operators inglesi (TUI in testa), di posticipare la ripresa dei voli su Napoli al 24 agosto prossimo. Chi pensava che tale decisione fosse una ulteriore precauzione contro il contagio da Covid -19, visto anche cosa ha sofferto il popolo inglese in questi mesi di pandemia, è subito stato smentito.Dal 10 luglio,infatti, dal Regno Unito si potrà andare comodamente in vacanza in Spagna, Isole Canarie, Baleari e Grecia. Una situazione che sembrerebbe essere sfuggita a quelli che si lasciano volentieri identificare come in grandi “imprenditori” del turismo di casa nostra. Dai quali ,di fronte al rinvio inglese e senza porsi determinati perché,  in modo alquanto approssimato, qualcuno ha avanzato perfino la proposta stravagante (per usare un eufemismo), di organizzare dei voli A/R per l’Inghilterra (come se gli inglesi dopo un periodo di grande sofferenza, bramassero per venire a visitare Sorrento, ma quei “cattivoni” della Tui, non si sa per quale ragione, glielo vietano). Una “proposta”, che tuttavia sembrerebbe essere stata accolta con entusiasmo dalla restante schiera di imprenditori o pseudo tali che riunitosi anche in fantomatici “clubs”, convintamente hanno ritenuto che tale potrebbe essere una delle risposte per uscire da “quell’isolamento imprenditoriale asfissiante” in cui verserebbe la nostra città. Proponendo inoltre una unione delle “risorse intellettive e di massa critica” con pseudo canali aperti in Regione Campania. Confermando con determinazione che con  un tale progetto (quello dei voli A/R), si risolverebbe il problema parziale dell’economia sorrentina, ivi compreso il lavoro per gli stagionali. Ora lasciando stare il dramma che stanno vivendo gli stagionali e le loro famiglie (che sarebbe buona cosa non coinvolgere in determinate teorie),ed escludendo quei pochi veri imprenditori  che masticano turismo di un certo livello da generazioni,  certe convinte dichiarazioni confermano ancora una volta la pochezza (e senz’altro la incapacità di analizzare con obbiettività e soprattutto con  umiltà che cosa ci succede intorno) in cui versa la nostra città intesa come località che vorrebbe continuare a competere nel panorama turistico internazionale. Ora al di là che il termine imprenditore definisce colui che concepisce, progetta, realizza e promuove sul mercato una idea, pertanto escludendo poche realtà (di albergatori,ristoratori,commercianti ed in particolar modo artigiani) sembrerebbe alquanto fuori luogo definire imprenditori coloro che hanno fatto e continuano a fare la loro fortuna sfruttando esclusivamente le bellezze di un territorio. Verso la cui tutela,  in modo paradossale, però non risulta esservi alcuna attenzione.  Se il post covid, come da più parti dichiarato, dovrebbe essere un punto di partenza verso un nuovo modo di intendere l’economia dei nostri Paesi e pertanto anche del turismo, determinate convinzioni e il modo con il quale si sta reagendo, stanno ampiamente a dimostrare che non ci siamo! Ovvero si continua a programmare il futuro come se niente fosse successo! Come se gli ultimi sei mesi siano stati soltanto una spiacevole parentesi da dimenticare ed approntare subito ,come nelle passate stagioni, l’ennesimo assalto alla diligenza. Rappresentato da un turismo di bassa qualità in un territorio stremato e sofferente. Una breve parentesi buia, dalla quale riprendersi al più presto possibile per non compromettere  il solito modo sommario di praticare un turismo ormai troppo lontano da quello che, con il lavoro accurato e sensato dei nostri padri, rese famosa la nostra città nel mondo. Sarebbe pertanto opportuno, invece di programmare piani che all’atto pratico sembrerebbero difficilmente attuabili,essere più realisti e porsi bensì ulteriori quesiti. Ovvero: perchè la Tui, che aveva programmato di aprire all’Italia e più precisamente su Napoli, a metà Luglio, invece si prende un altro mese? Perchè nel frattempo a luglio gli inglesi andranno comodamente in Spagna , Isole Canarie, Baleari e Grecia? Domande che meriterebbero una profonda riflessione che potrebbe culminare in un ulteriore quesito,ovvero: ...e se gli inglesi,per un serie di motivi, avessero deciso, per il momento di non venire a Sorrento? Ormai la secolare vicinanza con tale popolo dovrebbe consentire a noialtri sorrentini, una conoscenza approfondita di usi e costumi della terra d’Oltremanica. Tanto da riuscire sapere che quello inglese è un popolo coriaceo ed inflessibile e sa battersi con coraggio contro le avversità ed al momento opportuno senza giri di parole e mezze misure,in modo compatto,sa farsi valere. Non solo, a differenza nostra, rimboccandosi le maniche e premiando le competenze, sa riprendere nel giro di poco tempo le posizioni perdute. Di sicuro ancora una volta vedremmo gli inglesi riprendersi dalla Brexit ed uscirne più forti di prima, così come stanno facendo con il post Covid. Una situazione che a breve porterà a riprogrammare la tradizionale vacanza annuale che nell’immediato vede l’Italia e le belle coste sorrentine escluse. Sembra chiaro che chi si accinge ad andare in vacanza, soprattutto chi proviene da una Paese che ha tanto sofferto a causa della pandemia, si assicuri che la località turistica che si appresta ad ospitarlo abbia tutti i requisiti di sicurezza necessari. Noi da parte nostra ,siamo sicuri che i vari protocolli varati e spesso in contraddizione, messi in pratica alla buona e meglio, siano sufficienti ad assicurare al turista anglosassone che potrà farci visita senza alcun problema? Le immagini che circolano sui social e sulla stampa locale e nazionale, di manifestazioni ed esultazioni di gente ammassate senza alcuna precauzione anticovid; di spiagge affollate e senza alcun distanziamento,dove recarsi per un bagno bisogna sottostare a rigidi e talvolta arroganti regolamenti; dei soliti treni sgangherati in cui la normale sicurezza continua ad essere utopia;  della vigilanza all’acqua di rose da parte delle Autorità preposte, per non parlare dell’Ospedale già noto per essere evitato  dai nostri ospiti in tempi non sospetti, figuriamoci adesso! Ed infine il caro prezzi che ormai da anni ci caratterizza come luogo di vacanza non proprio alla portata di tutti. Quelli elencati sono soltanto alcuni dei tanti esempi negativi che dimostrano ancora una volta la nostra superficialità ed il livello di competenza come “imprenditori”di un turismo fondato soltanto sulle peculiarità paesaggistiche del territorio. La tragica esperienza ,prima sanitaria e poi economica, che tuttora si sta vivendo, sembrerebbe non aver insegnato alcun chè! Già si programma,come se niente fosse stato, di recuperare il terreno perduto in questi mesi. Mentre invece sarebbe opportuno sedersi un attimo e riflettere sul da farsi. Riprogrammando collettivamente  il futuro che ci attende. Farsi sentire con una unica  voce (forse quella di Federalberghi, che tuttora latita)  in maniera autorevole sui tavoli che contano pretendendo ciò che spetta, soprattutto dal punto di vista infrastrutturale, ad una località turistica come Sorrento che non può continuare a contare sempre su un territorio , tra l’altro continuamente mortificato e saccheggiato. Forse con il post covid , bisognerebbe cogliere, quella che potrebbe essere anche una occasione per riconsiderare  una offerta turistica ormai non più a passo con i tempi. Riuscire a fare autocritica , circa il materiale disponibile,in un momento di forte crisi, potrebbe essere una operazione quanto mai opportuna per ritornare a guardare il futuro con fiducia. Ciò potrebbe significare soprattutto scrutare oltre i propri orticelli e uniti in un solo organismo che ci rappresenti  a livello istituzionale,da affidare finalmente a giovani e competenti menti (che fortunatamente non mancano),  mirando tutti insieme ad un prodotto unico chiamato Sorrento! Iniziando dalla ricerca e dalla valutazione del nuovo turismo che si va delineando dettato dal post Covid: dai nuovi bisogni, dai nuovi orientamenti, nonché tanta tanta attenzione  all’ambiente nonchè  ad uno sviluppo urbano della nostra città, che deve essere convintamente proiettata verso un futuro ecosostenibile. Inoltre affidarsi a mani esperte in materia di  marketing e comunicazione, accantonando definitivamente eventi dispendiosi e completamente inutili. Ripartire dove lasciarono i nostri padri forse sarebbe il percorso più facile da seguire, quindi dal territorio. Dove se da una parte, attualmente,  brillano le stelle di strutture alberghiere, così come le eccellenze gastronomiche che il mondo ci invidia,dall’altra vi è , senza alcun dubbio,una città che dal punto di vista delle infrastrutture,  del decoro urbano, del verde pubblico e dell’ arredo urbano, langue sfiorando quasi il degrado,sebbene vengano incassate dal Comune ogni anno milioni di Tassa di soggiorno. Lo stesso dicasi per il prezioso patrimonio storico artistico culturale (da sempre ignorato ma sempre più spesso messo a disposizione di speculatori senza scrupoli), che va senz’altro recuperato e riqualificato . Allo stesso modo riconquistare quella immagine di città persa ormai nella notte dei tempi, tanto cara ai nostri vecchi amministratori . Dove l’accoglienza, il rispetto e l’educazione ritornino ad essere  “gli attrezzi del mestiere”  di chi è intenzionato a praticare un turismo di qualità. In cui l’ospite ritorni ad essere al centro di ogni attenzione. Controllare e ridurre drasticamente determinate attività, spesso in mano a gente inesperta , spesso di provenienza extraterritoriale, che con la storia del turismo sorrentino non ha niente a che spartire , ma con una certa scaltrezza e l’avallo spesso inspiegabile dell’Amministrazione comunale, usa il nostro territorio coltivando determinati interessi. Accantonare quell’idea tutta nostrana  di quasi onnipotenza, che tuttora nonostante la batosta covid-19, serpeggia  nel modo di praticare turismo da parte tanti pseudo imprenditori. Dove l’egoismo, l’avidità, l’ingordigia nonché l’imbruttimento, la mancanza di rispetto, sembrerebbero sempre più prevaricare sulla professionalità e la competenza nel maneggiare un prodotto cosi delicato come il buon turismo e con esso il nome di Sorrento nel mondo. Se sapremo fare un grande bagno di umiltà e  come i nostri avi ,tirare fuori e maneggiare, come soltanto noi sorrentini sappiamo fare,i famosi   arnesi del mestiere, probabilmente potremo presto riprenderci,proponendo una nuova immagine di città ed un nuovo ed intraprendente modo di praticare turismo, che senz’altro potrebbe essere preso di nuovo  in considerazione dai nostri storici ospiti. I quali, visto le mete preferite  per le prossime vacanze,parrebbero nei nostri confronti continuare ad essere molto sfuggenti (…per usare un’ulteriore eufemismo). – 04 luglio 2020 – salvatorecaccaviello.

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