Quadro del gioco d’azzardo al rientro dalla quarantena

Più informazioni su

Non sono poche le attività in crisi a causa degli effetti del lockdown, e anche il settore del gioco
non sta passando un buon momento.
Con il riavvio delle sale da gioco avvenuto il 14 Giugno, è stato necessario fare i conti con una dura realtà che le vede a dover recuperare cifre significative. Considerando anche i punti vendita per le lotterie nazionali, molti dei quali rimasti aperti, non si sono registrati gli stessi volumi della raccolta degli anni passati, e le associazioni stanno gridando all’allarme perché 1 attività su 5 potrebbe fallire.
Istituti come l’ISTAT e il CNR hanno rilevato come il 23% dei giocatori abituali abbia totalmente smesso di giocare dopo questi mesi, mentre il 33% si sia spostato sulle più comode piattaforme di gioco a distanza, i cosiddetti Casinò Online che hanno spopolato negli ultimi anni, tant’è vero che sono nati veri e propri mercati paralleli con siti che si occupano di informare su tutte le caratteristiche offerte dei bookmaker online, come www.spikeslot.com.
Purtroppo, però, i conti generali del comparto non sono rosei. Secondo i dati del tesoro ci sono discrepanze che vanno dal 30% al 50% in base ai diversi tipi di gioco rispetto alla scorsa annata.
D’altronde l’ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) già aveva previsto questo trend, dichiarando qualche settimana dopo l’inizio del lockdown che ci sarebbero voluti dai 6 ai 9 mesi per ritornare a una situazione di normalità. Anche il governo ci ha messo del suo, continuando a usare le imprese di gioco come una vacca da mungere tramite l’instaurazione di un nuovo prelievo sulla raccolta delle scommesse; inoltre, ha anche determinato che le sale da gioco fossero tra le ultime attività a riaprire, senza che ci fossero comprovati motivi sanitari a giustificare questa scelta.
L’unico auspicio che ci può essere da parte di tutti i lavoratori e che si riesca a collaborare per cercare di superare la visione demagogica del gioco che finora è stata dominante.
Proprio in questa direzione va il recente accordo dell’ADM con le principali forze dell’ordine riguardo a un regolamento operativo per contrastare il gioco illegale.
Anche l’AGCOM, con il suo rendiconto annuale delle attività sottolinea come la legislazione italiana debba essere più dettagliata: ci sono, infatti, delle difficoltà di interpretazione a causa di termini poco specifici e inoltre si riscontrano disallineamenti con le normative europee o con altri decreti italiani emanati in passato.

Più informazioni su

Commenti

Translate »