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Niente tassa di soggiorno fino a fine anno: la proposta di Abbac

Tagliare l’imposta di soggiorno fino al 31 dicembre per incentivare i turisti a trascorrere le proprie vacanze in Campania. Abbac, l’associazione delle strutture extralberghiere, già alla fine del lockdown aveva proposto ai sindaci di rinunciare al balzello per dare un segnale concreto ai viaggiatori. Ma nessuno si è mosso. Lo hanno fatto, invece, altre località italiane. «Mentre il Comune di Pisa ha sospeso l’imposta di soggiorno fino al 31 dicembre, in Campania non ci pensano affatto Napoli, Salerno, le maggiori città, come tutte le località turistiche regionali, pur avendo ricevuto un ristoro dal governo – attacca Agostino Ingenito, presidente di Abbac -. A parole dicono tutti di voler aiutare gli operatori del turismo a ripartire ma poi non fanno nulla. Eppure abbiamo inviato precise note e informato sulle modalità più opportune per garantire quel sostegno manifestato pubblicamente da sindaci ed amministratori provinciali e regionali».

Ma cosa significherebbe per i Comuni rinunciare all’imposta di soggiorno? La sola città di Sorrento nel 2019 ha incassato oltre 6 milioni di euro e quest’anno si puntava a raggiungere almeno quota 6,5 milioni. In totale i Comuni della Costiera ipotizzavano entrate pari a 9,3 milioni di euro. Invece dovranno accontentarsi delle briciole considerando i consistenti cali delle presenze: briciole alle quali rinunciare, chiedono i titolari delle attività extralberghiere, per incentivare i viaggi delle famiglie per le quali il balzello non è proprio un’inezia, se si considera che per quattro persone ammonta in media a 12 euro al giorno. Ingenito mette nel mirino anche gli altri tributi locali. «Non solo non vi sono state esenzioni ma, dopo il rinvio di qualche mese, pretendono il pagamento pieno con le tariffe Tari precovid». Poi l’ultimo affondo: «Ignorato il nostro invito a istituire dei checkpoint, per consentire che le responsabilità in caso di contagi fossero in carico agli enti locali e non ai singoli operatori costretti a munirsi di kit e a rischiare isolamenti e quarantene».

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