Moda Mare Positano. Vestiti, siti e gadget il nome e l’immagine della perla della Costiera amalfitana senza tutela

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Moda Mare Positano. Vestiti, siti e gadget il nome e l’immagine della perla della Costiera amalfitana senza tutelaA sollevare il problema l’ex consigliere comunale alla trasparenza , il geometra Giuseppe Ferraioli, ma non è l’unico. Positano non è una località qualsiasi , la gemma della Costa d’ Amalfi è famosa in tutto il mondo e chiunque, senza averne titolo di residenza e nascita, la utilizza commercialmente. Capri riuscì a farsi pagare per usare il proprio nome. Ma non è solo una questione economica, dai siti internet, ai vestiti, ma anche ad altri gadget, a volte è anche un danno all’immagine del paese perchè passano informazioni deviate e devianti senza alcuna tutela. Impossibile per il privato sobbarcarsi cause lunghe e costose, ci provò il consorzio Positano, prima che questa invasione di “made in Positano” ( ma spesso era della provincia di Napoli quando andava bene , ndr ) ha decretato quasi la fine di un settore florido e ricco che dava lavoro. Ora tutto questo danneggia l’informazione, l’economia, il turismo. Ci vuole una tutela, positano ai positanesi, e non è campanilismo, diamo il pane al pane e il vino al vino. Se si è di Napoli o Salerno o altri paesi bisogna essere orgogliosi della propria terra e proprie radici, perchè usare, e abusare, di un nome e di una immagine  e di prodotti di un paese che non è il proprio?

Certo a volte ci sono marche mondiali o star internazionali che possono usare nome e immagine di Positano, in questo caso vi è un elemento positivo , ma in genere provocano solo danni a chi già ha una attività simile sul territorio. Spetterebbe comunque al Comune, intanto dando un incarico “conoscitivo” a uno staff di avvocati esperti, per valutare se ci sono i pressuposti per tutelare il nome di Positano, intervenire.

Ebbene questo staff, che costerebbe sicuramente meno di quanto ci danneggiano tanti con le proprie attività che “vampirizzano” il nostro paese, stabilirà se ci sono i pressupposti legali per tutelare il nostro piccolo paese, perlomeno per evitare che si possa dire che si faccia una cosa “da Positano” quando non è “da Positano” o “di Positano” quando non è “di Positano”, obbligare a indicare che chi fa una certa attività non è “di” o non lo fa “da” , se può o meno usare nome e immagine, se questo non crea danni.

Ricordiamo che l’hotel Il San Pietro fece una cosa simile ed ebbe ragione su un nome generico come “San Pietro”, dunque non capiamo perchè l’amministrazione non ci provi almeno, dando un incarico esplorativo agli avvocati in questo senso, poi sarà ai cittadini e all’amministrazione decidere e stabilire che lasciare l’uso gratuito a chi ci fa onore o impedirlo a chi ci fa disonore.

Intanto pubblichiamo questa segnalazione di Ferraioli, ovviamente se qualcuno vuole chiarire siamo sempre disponibili, ma i casi sono a centinaia.

direttore@positanonews.it

 

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