In Campania sarà un’estate salata. Rincari in gran parte degli stabilimenti balneari

L’emergenza coronavirus ha modificato le nostre vite in tutti i settori, dal lavoro alla vita privata, dalle abitudini quotidiane al tempo libero. A risentirne in questa estate sono anche gli amanti del mare che quest’anno, per potersi godere una giornata in uno stabilimento balneare, sono costretti a mettere mano al portafoglio con tariffe superiori a quelle della stagione 2019, con rincari che raggiungono anche il 30%.

Anche in Campania i gestori dei vari stabilimenti balneari hanno dovuto adeguare le proprie strutture alle nuove norme di sicurezza e questo ha comportato dei costi che vanno a ripercuotersi sulle tasche dei bagnanti.

Nessun stabilimento ha adottato i divisori in plexiglass di cui tanto si parlava all’inizio ma si è cercato di mantenere (nella maggior parte dei casi) le distanze tra gli ombrelloni con un minimo di 10 mq tra una postazione e l’altra.

L’uso della mascherina è obbligatorio quando si è a contatto ravvicinato con altri bagnanti oppure quando si va al bar dello stabilimento, mentre si può stare senza quando si è sotto il proprio ombrellone.

In molti stabilimenti gli ingressi sono contingentati e, a volte, necessitano di prenotazione. In alcuni lidi si è anche deciso di interdire l’area giochi per i più piccoli.

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