Cilento sul Cervati faranno la festa della Madonna della Neve. A Positano Casola insiste “Il sindaco De Lucia si prenda carico dei fuochi di ferragosto”

Nel Cilento sul Cervati faranno la festa della Madonna della Neve  a Positano Casola insiste “Il sindaco De Lucia si prenda carico dei fuochi di ferragosto” . C’è voglia di un segnale forte di ripresa di ottimismo, c’è voglia di mantenere le proprie tradizioni , così mentre in Costiera amalfitana, dove i sindaci della Conferenza della Costa d’ Amalfi, hanno deciso di non fare i fuochi d’artificio e festeggiamenti, a Positano c’è chi insiste per la tradizione “Ci vuole un segnale forte di ripresa, di coraggio- Dobbiamo smuoverci da questa apatia, il paese lavora nei fine settimana, credo che il sindaco si debba dar da fare per la festa , non tanto per la festa in se per se, alla quale siamo tutti legati , la devozione della Madonna da noi è sentita ed è forte, ma per Positano, non è tanto per i fuochi in se per se, ma per dare un forte segnale di ottimismo, di rilancio, di forza, di coraggio, il sindaco deve poter organizzare questo, voglio dire questo, che Positano ce la farà e deve dare segni di coraggio , come già stanno facendo tutti gli imprenditori ai quali bisogna dare il merito di essere aperti” . In effetti c’è da essere orgogliosi del nostro paese, onore e merito a tutti che sono aperti e noi di Positanonews lo vogliamo sottolineare con forza. Intanto dall’altro versante di Salerno nel Cilento già si organizzano per le feste che qui si è deciso di annullare , forse troppo frettolosamente, la festa, magari anche in tono minore e seguendo le norme di contenimento del coronavirus covid-19, danno anche positività e possono servire a smuovere i nostri giovani in una prostrazione che si avverte troppo in giro, oltre a smuovere il turismo e il movimento in se per se per l’economia, pensiamo non solo a Positano, ma anche Ravello, Amalfi, Maiori, ovviamente tenendo conto di tutte le regole del Governo e della Regione Campania.

Nel Cilento intanto Si agita nel dubbio la comunità di Sanza, piccolo comune ai piedi del Monte Cervati, in vista del 26 luglio, uno dei giorni più importanti dell’anno per i sanzesi perché è quello in cui si tiene la millenaria processione della Madonna della Neve, portata sulla vetta del monte più alto della Campania, dove resta fino al 5 agosto, giorno in cui, sempre in processione, viene riportata in paese. Ad oggi ancora non si sa, a causa delle norme anti-Covid, se sarà possibile effettuare la processione, anche se i sanzesi, con il loro sindaco in testa, non hanno alcuna intenzione di rinunciare al rito della delle pietà popolare che si ripete da oltre dieci secoli: la processione s’ha da fare. «Siamo pronti ad ogni intervento utile a garanzia delle norme di sicurezza anti Covid – dichiara il primo cittadino Vittorio Esposito a La Città di Salerno – e ci faremo carico dell’effettuazione dei tamponi a tutti i Marunnari, se necessario. Predisporremo un servizio d’ordine con l’ausilio della Protezione Civile e dei confratelli dell’antica Arciconfraternita. Ma la Madonna di Cervati deve essere portata in vetta il 26 luglio e riportata in paese il 5 agosto». La tradizione vuole che nella notte del 26 luglio le campane annuncino l’imminente uscita della statua: viene celebrata la Messa al termine della quale si parte in processione per il Monte Cervati, verso la cappella della Madonna. La statua resta lì fino alle 4 del mattino del 5 agosto, quando ha inizio il pellegrinaggio di ritorno al santuario. Il sindaco non si spiega il perché debbano essere usati due pesi e due misure autorizzando sagre e riapertura discoteche ma negando la possibilità di poter svolgere i riti della pietà popolare e nello specifico le processioni religiose. «Sono sempre stato rispettoso, e lo sarò sempre, della legge. Una legge che in questo momento – sottolinea Esposito – autorizza lo svolgimento delle sagre, che autorizza i giovani a ritornare in discoteca. Una legge che non può non tener conto che l’ascesa al Monte Cervati è all’aria aperta, con spazi che consentono il distanziamento. Una legge che non può non tener conto della sensibilità e dell’intelligenza dei miei concittadini, che ben sanno quali comportamenti assumere pur di non diffondere il virus, che tra l’altro, va ricordato, qui non c’è per fortuna. Non siamo stati comune zona rossa, abbiamo contato un solo caso, asintomatico e dichiarato guarito da due mesi. Soprattutto ci troviamo dinanzi ad un popolo che è assolutamente rispettoso delle norme». Di qui l’appello, «innanzitutto a monsignor Antonio De Luca , Vescovo della diocesi di Teggiano Policastro, ad autorizzare l’ascesa al Cervati della Madonna della Neve. Nel contempo informeremo il prefetto di Salerno, Francesco Russo , illustrando per chiarezza la situazione che non viola in alcun modo le norme. Il popolo di Sanza è maturo: saprà rispettare le norme. Invitiamo fin da ora il vescovo a partecipare alla festività del Cervati». Il santuario Madonna del Cervato, conosciuto anche come Madonna della Neve, è stata costruito prima dell’anno 1000 per volontà dell’Arciconfraternita “Santa Maria della Neve”. Il nome di Madonna del Cervato è legato alla posizione in cui si trova, il Monte Cervati, con i suoi 1.899 metri il più alto della Campania. La parte più interna del santuario è quella edificata prima del 1000, mentre l’altra è stata costruita intorno al 1600. Nei pressi del santuario c’è la grotta che conserva l’antica statu

Commenti

Translate »