Castellammare, intensi controlli della Capitaneria di Porto. A Ottaviano pesce trasportato tra i rifiuti

Continua l’attività di indagine e di prevenzione sul territorio di giurisdizione finalizzata a perseguire e debellare l’attività posta in essere da una vera e propria organizzazione dedita alla pesca abusiva di vongole e altri molluschi presso la foce del fiume Sarno, tra i Comuni di Castellammare di Stabia e Torre Annunziata, zona altamente inquinata anche a causa della presenza di metalli pesanti.

A partire dalle prime luci dell’alba di oggi è iniziata una vasta operazione – via terra e via mare – sul territorio di giurisdizione da parte del nucleo di Polizia Giudiziaria composto da uomini e donne della Capitaneria di Porto di Castellamare di Stabia, con la predisposizione anche di posti di blocco per verificare l’origine e la regolarità del trasporto di prodotti ittici.

In particolare, nel Comune di Ottaviano è stato fermato un furgone sospetto a bordo del quale sono stati sequestrati più di due quintali e mezzo di prodotto ittico trasportato e venduto, in cattivo stato di conservazione e trasportato nella sporcizia, addirittura insieme a buste di rifiuti e tra gli insetti, senza etichettatura e in violazione della normativa nazionale e europea in materia di tracciabilità di prodotto ittico.

Inoltre sono state sottoposte a sequestro quasi mezzo quintale di vongole veraci pescate alla foce del fiume Sarno, in zona non autorizzata dalla Regione Campania, potenzialmente pericolose per la salute umana per l’alto inquinamento del mare, sprovvisti di fattura e/o documento accompagnatorio, ovvero privi di ogni elemento previsto dalla normativa vigente in materia di tracciabilità ed etichettatura di prodotti ittici.

In definitiva, oltre al sequestro del prodotto ittico non tracciato e senza etichettatura, il personale della Guardia Costiera ha elevato 4 verbali amministrativi per un totale di 4.500 euro di sanzione oltre al deferimento alla competente Autorità Giudiziaria del soggetto conduttore del furgone, al quale tra le varie ipotesi di reato, è stata contestata anche quella dell’attentato alla salute pubblica.

“Il rischio potenziale per il consumatore finale è che le vongole pescate nella melma, nel tratto di mare alla foce del fiume Sarno, possano arrivare – anche attraverso i canali ufficiali – sulle nostre tavole e essere dannose per le nostre famiglie. Le vongole sono molluschi filtratori e tutte le sostanze nocive, compresi i metalli pesanti, rimangono all’interno. Da questo si capisce la pericolosità di mangiare questi prodotti che purtroppo non seguono i controlli sanitari previsti ed in particolare i procedimenti di stabulazione presso i centri autorizzati” sono state le parole del capitano di fregata Ivan Savarese, comandante della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia.

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