Caso di Covid, l’ira di Ischia: «Porti e navi senza regole»

Caso di Covid, l’ira di Ischia: «Porti e navi senza regole». Controlli «si», controlli «no»: chi e come deve far rispettare le misure anticovid? Il giorno dopo il caso della donna residente a Forio che aveva contratto il virus mentre era a Livigno in visita al figlio, da Ischia si levano le voci di protesta di albergatori, gestori di lidi privati e addetti al trasporto pubblico sia terrestre che marittimo, che denunciano l’assolutamancanza di controlli nei luoghi pubblici e agli imbarchi. E un allarme arriva anche dall’europarlamentare Giosi Ferrandino che sollecita la Regione a ripristinare i controlli nei porti della terraferma, per evitare spiacevoli sorprese nel pieno di una estate che per l’economia turistica del golfo di Napoli è già segnata da una crisi senza precedenti.

LA PROTESTA «Albergatori, ristoratori e gestori di spiagge private – recita una nota di categoria – hanno predisposto tutti i controlli previsti dai protocolli sanitari. Abbiamo sopportato ulteriori spese in un momento di crisi e abbiamo fatto a meno di maggiori introiti rinunciando ad aprire parchi termali. Abbiamo chiuso le sale da pranzo e in generale abbiamo creato le condizioni per il giusto distanziamento sociale. Ebbene, a fronte di questo sforzo, in strada si creano assembramenti incredibili, sulle spiagge libere si sta l’uno addosso all’altro e sui traghetti quasi nessuno rispetta più le norme di sicurezza. Le regole che noi rispettiamo e facciamo rispettare sono completamente disattese su autobus e navi e nei luoghi pubblici». Di ritorno a Ischia, l’europarlamentare Giosi Ferrandino interviene per chiedere urgenti correzioni nelle direttive regionali. «È fortemente sbagliato – attacca – il fatto che le recenti ordinanze della Regione abbiano dato sostanzialmente il via libera a tutti, rifacendosi al senso di responsabilità dei cittadini. Parlo delle spiagge libere ad esempio, che offrono uno spettacolo indecente». Interi gruppi di persone accalcate l’una sull’altra, distanziamento inesistente, nessun tipo di controllo per evitare che i bagnanti rispettino un minimo di regole ed evitino di litigare. «Perché c’è chi giustamente protesta e chi invece, tanti, se ne fregano e non mostrano alcun rispetto per gli altri. Ecco perché sarebbe opportuno – continua Ferrandino – che la Regione rivedesse la propria ordinanza e imponesse a Comuni e forze dell’ordine di far rispettare il distanziamento anche sulle spiagge libere. Ma come vogliamo fare turismo se tutto viene lasciato al buon senso dei singoli cittadini?». Poi l’affondo nei confronti della Capitaneria di Porto. «Viaggio di continuo e posso garantire che i controlli sono molto accurati negli aeroporti. Poi arrivi agli imbarchi di Napoli e non c’è un termoscanner, i militari di servizio nei porti e la Protezione civile devono faticare a convincere la gente a rispettare le regole. Per non parlare di cosa succede a bordo, dove passeggeri indisciplinati se ne fregano dei richiami dell’equipaggio». Due settimane fa lessi proprio sul Mattino che il comandante della Capitaneria di Porto di Napoli avrebbe disposto costanti controlli a bordo da parte degli ispettori della Guardia Costiera. Il risultato? Neppure una iniziativa a pure titolo dimostrativo. Questo lassismo da parte delle istituzioni non è più tollerabile». «Siamo avviliti per come dopo la fase 2 si sta gestendo la prevenzione nel golfo di Napoli» dice a sua volta Saverio Presutti, manager della Sud Italia Travel. «Come consorzio degli operatori turistici abbiamo chiesto a Regione, Asl, Comuni come intendessero tutelare la salute di turisti e villeggianti. In via indiretta solo la Asl ci ha risposto, comunicandoci che non era necessario tenere aperto il reparto Covid all’ospedale Rizzoli e che gli eventuali casi sospetti sarebbero stati subito trattati negli ospedali napoletani. Ad oggi però registriamo – dice Presutti – improvvise disdette negli alberghi per la notizia del caso di questa donna risultata positiva e trasferita al Cotugno. È chiaro che senza più controlli agli imbarchi, anche una prima forma di prevenzione è venuta meno». Interviene anche il sindaco di Forio Francesco Del Deo. «Teniamo subito a smentire quanto è stato scritto circa la donna residente a Forio, che rientrava dal Nord e ha contratto il virus. La signora – precisa il sindaco – non lavorava negli alberghi e quindi non ha potuto infettare nessun turista». Una circostanza questa confermata dalla Asl Napoli 2 Nord, che nella sua nota oltre a confermare il fatto che la donna è risultata positiva anche al secondo tampone, ha chiarito che non si tratta di una cameriera bensì di una casalinga e che i suoi congiunti sono stati messi in quarantena domiciliare così come stabiliscono i protocolli sanitari». Il caso della donna, che è chiaramente di «importazione», non costituirebbe dunque alcun pericolo di ulteriore contagio a Ischia, ma lascia aperto il problema della mancanza assoluta di controlli laddove andrebbero effettivamente fatti.

I CONTROLLI Ieri, c’è stato comunque un primo segnale. Su un traghetto in navigazione tra i porti di Pozzuoli e Casamicciola viaggiava un numero di passeggeri superiore al consentito. È quanto scoperto dalla Guardia Costiera di Ischia che, sotto il coordinamento della direzione marittima di Napoli, ha effettuato una serie di controlli. La Guardia costiera ha contestato l’illecito al comando di bordo e alla società di navigazione. Sempre nell’ambito degli stessi accertamenti odierni, si è proceduto alla verifica documentale degli automezzi presenti a bordo, per i quali non sono state riscontrate irregolarità.

Fonte Il Mattino

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