Sorrento, parking: assolto l’ingegnere Donadio. Non c’è danno erariale

A Sorrento è stato assolto il funzionario comunale Alfonso Donadio dopo cinque anni. Imputato con l’accusa di danno erariale nell’ambito della questione parcheggi. I magistrati della Corte dei Conti hanno scagionato l’ingegnere dal pagamento del pesante cifra di 2 milioni di euro. Il responsabile del quarto dipartimento del Comune di Sorrento, secondo quanto scrive Salvatore Dare nell’edizione odierna di Metropolis, non tardò a predisporre l’acquisizione delle superfici esterne di sei parcheggi interrati che non rispettavano i permessi a costruire.

Donadio è stato coinvolto in  un’ampia inchiesta della tenenza della guardia di finanza di Massa Lubrense.  Le indagini della Corte dei Conti iniziarono nel 2011, su esposto dell’avvocato Giovanni Antonetti, compianto coordinatore dell’Italia dei Valori di Sorrento. Le fiamme gialle indagarono sulle condizioni in cui versavano 11 parcheggi privati, analizzando permessi a costruire, relazioni e prescrizioni del Testo unico per l’edilizia. All’epoca dei fatti emersero intoppi su sei parcheggi: c’erano difformaità riguardo il verde e le alberature ed inoltre mancava un provvedimento di acquisizione a patrimonio come sancito dalla legge.

Donadio era accusato di aver privato il Comune delle acquisizioni di superfici, danneggiando il Comune dal punto di vista finanziario: gli introiti mancanti nel cinquennio 2011-2015 ammontavano a due milioni, e secondo gli organi inquirenti i proprietari dei parcheggi sotto inchiesta (Sogeim, Panorama park, Buonocore, Coppola, Gemar e Italian Park), non erano in regola con il verde. Donadio, nella sua tesi difensiva sostenuta con l’avvocato Andrea Abbamonte, ha però chiarito che nel 2012, atto di ultima verifica sul verde, le piantumazioni c’erano e rispettavano le prescrizioni.

Donadio inoltre concesse il proprio benestare all’apertura di procedimenti di acquisizione delle aree esteme dopo i primi rilievi della finanza: gli atti vennero impugnati con ricorsi al Tar con i giudici che annullarono gli iter di confisca. L’ingegnere, in sede di appello, ha portato all’attenzione della Corte dei Conti regionale documenti che attestano le richieste inviate ai privati ad aderire alle prescrizioni di legge. La Procura aveva chiesto la condanna a pagare i due milioni di euro, ma la seconda sezione giurisdizionale centrale d’appello della Corte dei Conti ha assolto Alfonso Donadio.

Non è possibile contestare infatti un danno erariale, avendo il funzionario adottato ordinanze e diffide. I parcheggi sono gravati da vincoli paesaggistici inaspriti, come il Put, secondo le memorie difensive di Donadio. Non c’erano poi atti di deliberazione del consiglio comunale che attestassero interessi pubblici, urbanistici o ambientali, elemento che quindi non avrebbe potuto consentire all’amminisrazione di sfruttare commercialmente.

 

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