Sentieri a pagamento a Massa Lubrense? L’intervento dell’antropologo Giovanni Gugg, originario della penisola sorrentina

Riportiamo la riflessione dell’antropologo Giovanni Gugg, originario della penisola sorrentina sulla questione dei sentieri a pagamento. Ecco il post pubblicato sulla sua pagina Facebook.

PAESAGGIO A PAGAMENTO

La Penisola Sorrentino-Amalfitana è una lingua di terra nel mar Tirreno, ha una storia antichissima raccontata in ogni spicchio del suo paesaggio; nei secoli vi sono approdate popolazioni diverse e, parallelamente, una popolazione plurale da lì è salpata per il resto del mondo, molti per emigrare, qualcun altro per navigare, parecchi per commerciare. Da due secoli è uno dei nodi del turismo mediterraneo e mondiale; un turismo estremamente sfaccettato, perché va da quello miliardario di star, politici e aristocratici a quello congressuale di medici e scienziati, da quello massificato dei tour-operator internazionali a quello verde-archeologico-culturale, da quello per famiglie a quello dei backpacker, fino a quello dei bagnanti giornalieri che affollano la ferrovia circumvesuviana. Si tratta di milioni di persone che ogni anno raggiungono quel luogo perché, sebbene diversissime per status sociale ed economico, per interessi culturali e aspettative vacanziere, sono tutte attratte in maniera più o meno consapevole da una cosa sola: il paesaggio, quel paesaggio.

Cerco di spiegarmi.

Non si va in Penisola Sorrentino-Amalfitana per i suoi musei (eppure si dovrebbe, perché ce ne sono di magnifici), né per parchi tematici e aquafan (non ce ne sono, per fortuna, anche se qualcuno ogni tanto tira fuori un famigerato progetto di casinò); vi dirò di più, non si va a Sorrento, Positano, Amalfi e Capri per le loro spiagge, perché sono poche e piccole, spesso ostiche anche quando le si può raggiungere in auto.
Dunque si va nella Terra delle Sirene per i sapori e i profumi, per i borghi storici e per le terrazze; si va per quel particolare bene culturale-naturale che è all’origine di tutto questo, e anche di più, perché produce il mito: il paesaggio.

Eppure abbiamo un problema.

Sapete che la pandemia Covid-19 ha letteralmente azzerato la stagione turistica 2020, con enormi difficoltà a migliaia di famiglie; sapete che è un problema complicato da risolvere, perché, almeno per quest’anno, è difficile mutare i timori legati al viaggio per milioni di potenziali visitatori. Al momento, sono state elaborate solo misure contenitive e di supporto: al governo si sono chiesti sussidi per i lavoratori e costoro, a loro volta, hanno accettato stipendi più bassi dagli albergatori. La questione, però, va al di là del galleggiamento per alcuni mesi e, anzi, si dovrebbero studiare soluzioni per il lungo periodo, sicuramente più complesse e coraggiose. Ma sono un po’ scettico, perché vedo che alcuni nel governo italiano preferiscono spendere più energie in una polemica con la Grecia; dunque sorvoliamo.

Ma cosa si potrebbe fare?

Beh, la mia lunga premessa credo lo abbia suggerito. Chi decide di concedersi una vacanza, cosa sceglie prima? Un determinato hotel o la zona in cui viaggiare? Sembra scontato sottolinearlo, ma si sceglie innanzitutto la Penisola Sorrentino-Amalfitana, poi – in base alle proprie disponibilità e aspettative – si cerca l’albergo o il grand-hotel, il b&b o l’agriturismo… Dunque cosa fareste voi per rilanciare un importantissimo settore economico come il turismo? Lo so, vi conosco, e avete detto bene: puntereste sul territorio, sulla cultura, sull’ecosistema, sul patrimonio storico. In una parola, sul paesaggio.
Allora provate a cercare informazioni sulla mia Penisola: ne troverete tantissime, troppe, perdendovi. E questo perché non c’è un coordinamento, non c’è una visione, non c’è una strategia. (Figuriamoci, io e alcuni amici siamo perché si avvii la procedura del Comune Unico, ma siamo degli utopisti, quindi chissà). Intanto ognuno va per sé: hotel, federazioni, enti locali. E sapete qual è l’ultima trovata?

E’ uscito un titolo qualche giorno fa, ma erano ancora voci, poi stamattina un sindaco ha scritto un post, e la situazione è diventata più concreta. L’idea è far pagare un ticket per accedere ai sentieri di Massa Lubrense. Ancora non c’è nessun atto formale, ma qualche ora fa il sindaco ha scritto delle precisazioni: fino a fine emergenza (e chissà quando finisce una pandemia) gli escursionisti non residenti (quindi turisti, ma anche cittadini dei comuni attigui) pagheranno 2 euro per poter camminare su determinate tratte, così da regolamentare l’afflusso di bagnanti (credo sia una sorta di numero chiuso, dal momento che negli ultimi fine-settimana alcune calette sono state prese quasi d’assalto).
Quindi gli escursionisti, quelli che non di rado fanno loro stessi manutenzione del percorso e segnalano problemi (ad esempio sversamenti di immondizia, incendi, abusi edilizi e così via), probabilmente ora sceglieranno altre zone, lasciando campo libero agli impreparati più spendaccioni. Io, onestamente, non sono convinto che così si controllino gli assembramenti sulla battigia, che il turismo si risollevi, che si allenti la pressione sul territorio e che l’immagine generale dell’area ne trovi giovamento. Peccato, perché Massa Lubrense, il comune al vertice della Penisola, è il più panoramico, quello in cui vorrei portare ciascuno dei miei amici. Sempre che io vi torni.

Commenti

Translate »