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Praiano. Consiglio comunale su sospensione del sindaco Giovanni Di Martino. M5S “Si dimetta. La città ha diritto di avere un sindaco libero da ombre e sospetti”

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Praiano ( Salerno ) . Sono passati ben 15 giorni ed ancora non è chiaro cosa stia succedendo dopo l’inchiesta scoppiata nella cittadina della Costiera amalfitana che ha visto prima agli arresti domiciliari, poi col divieto di dimora a Praiano, il primo cittadino Giovanni Di Martino, preso dalla polizia mentre prendeva 250 euro da un amministratore di condominio che, secondo l’accusa, servivano per aggiustare una pratica. L’inchiesta potrebbe portare ad altri filoni? L’amministratore di condominio si è inventato tutto? La polizia ha preso un abbaglio? Fatto sta che , stando alle risultanze finora dell’inchiesta, il sindaco ha preso 250 euro da un amministratore di condominio che aveva problemi con i collegamenti fognari e che questi soldi erano collegati a quel problema. Il sindaco è ancora sospeso dalla carica, con la misura del divieto di soggiorno nel suo paese, a fare il sindaco ora è Anna Maria Caso, vice sindaco in carica, che si ritrova a guidare il paese, pur non essendo stata eletta, una situazione anomala, complessa e delicata, una corsa ad ostacoli difficile anche per una campionessa come lei. Non solo Praiano ha subito il colpo ma anche il resto del territorio, il sindaco di Praiano era anche presidente della Conferenza dei Sindaci della Costa d’ Amalfi che stava progettando linee comuni per la ripartenza dopo il coronavirus covid-10 e si impaludata, speriamo solo per breve, sull’ordinanza dell’ANAS per il divieto di circolazione ai bus e le targhe alterne. La maggioranza è compatta nel difendere il sindaco , ma il Movimento Cinque Stelle dall’opposizione ha fatto sentire la sua voce chiedendo le dimissioni del sindaco Giovanni Di Martino e nuove elezioni nel consiglio comunale che si è svolto ieri con questo intervento

” È giusto ed opportuno che i processi si tengano nei tribunali e non sui social né sui media, tuttavia noi componenti del gruppo consiliare del MoVimento 5 Stelle di Praiano in quanto unica forza di opposizione all’interno del Consiglio Comunale cittadino, sentiamo il dovere di dire la nostra sulla vicenda che sta tenendo banco nella nostra comunità, riguardante le ultime vicende giudiziarie che hanno coinvolto il Primo Cittadino Giovanni Di Martino.
Quale migliore sede di questa assise per esprimere alcune riflessioni.
Subito dopo l’annuncio dell’arresto, con poche righe a mezzo comunicato stampa chiedemmo semplicemente e senza lasciare spazio ad alcuno strascico polemico, di poter ricevere dei chiarimenti dal Sindaco oppure in alternativa le sue dimissioni. Lo abbiamo considerato un fatto politico certamente collegato agli ultimi sviluppi e tutt’ora, a distanza di giorni, riteniamo quella richiesta più che dovuta.
Le ultime notizie ci dicono che gli arresti domiciliari comminati al Sindaco sono stati revocati e che l’accusa di concussione è stata cambiata con quella di induzione indebita. Purtroppo non c’è nulla di positivo in questa novità, anzi, si tratta di un’accusa altrettanto grave ed infamante ed è presto detto il perché. La differenza tra l’accusa di concussione e quella di induzione indebita è sottilissima e consiste nel fatto che mentre nella prima situazione vi è una “costrizione” e quindi una parte che costringe un’altra, nella seconda ci troviamo di fronte ad una “induzione”. In questo caso, l’azione consiste in un abuso di una funzione pubblica tale da indurre taluno a dare o a promettere indebitamente denaro o altra utilità.
La poca differenza si può facilmente constatare anche dalla pena: da sei a dodici anni per la concussione e da sei a dieci anni e mezzo per l’induzione indebita.
Senza fare invasione di campo in quelli che sono gli ambiti giuridici dell’indagine in corso, la nostra unica richiesta è stata quella di ottenere dei chiarimenti in merito.
L’unica cosa abbiamo percepito, visto che la nostra richiesta è caduta, come al solito nel vuoto, e che ci è stata confermata dall’atteggiamento assunto dalla difesa del nostro Primo Cittadino, è che la derubricazione ottenuta sia stata considerata come una vittoria.
Per le ragioni sopra esposte, sappiamo che non è così.
Pertanto, con questa dichiarazione, che consegnamo agli atti del consiglio, considerando gli altri due gravi provvedimenti che compromettono l’azione istituzionale per cui un Sindaco viene eletto e che consistono nel divieto di dimora a Praiano e nella sospensione dalla carica pubblica, riteniamo le dimissioni del Primo Cittadino ancora una volta quanto mai opportune, al fine di poter dare la possibilità alla nostra città e ai cittadini, al di là dell’esito della vicenda giudiziaria, il diritto ad avere un Sindaco eletto, nel pieno delle proprie funzioni e libero da ombre e sospetti.
Il compito di un Consiglio Comunale deve essere quello di preservare l’integrità morale delle istituzioni e tenerle al riparo da certe gravi accuse, in maniera da restare nel solco di due valori fondamentali che dovrebbero sempre essere associati alla cosa pubblica: legalità e trasparenza.”

Questa è la dichiarazione in Consiglio comunale del Movimento Cinque Stelle , ma cosa ha detto il primo cittadino in sua difesa di fronte ai giudici?

LA DIFESA DI DI MARTINO

Di Martino ha sostenuto che quell’importo era destinato ad altri quale acconto sui costi di un procedimento amministrativo. Il tutto, dunque, secondo il sindaco è stato fatto nella trasparenza assoluta e nel rispetto della legge e, se è andato lui in persona e ritirare il denaro, è solo perché in quel momento si trovava a Salerno. Il sindaco ha anche spiegato che si erano sentiti poco prima al telefono con il suo accusatore e che era stato lui stesso a dirgli che, se non fosse stato possibile vedersi, avrebbero potuto organizzarsi poi diversamente. «Mi auguro – ha detto l’avvocato Zecca al termine dell’interrogatorio – che la vicenda possa essere rapidamente ricostruita nel dettaglio per consentire al sindaco di tornare a Praiano a svolgere il suo ruolo di primo cittadino».

COSA E’ SUCCESSO?

Il blitz della Squadra mobile (agli ordini dei vicequestori Marcello Castello ed Ennio Ingenito, sono scattate a seguito della denuncia di un amministratore di condominio il quale, secondo il racconto fatto ai poliziotti, lo scorso maggio, avrebbe appreso che sarebbero stati effettuati dei lavori sulla rete fognaria principale e che il Comune stava per eseguire degli scavi in prossimità dell’entrata del suo parco. Così avrebbe provveduto a incaricare il proprio tecnico di concordare con la ditta esecutrice dei lavori l’intervento di riparazione, poi eseguito, sulla rete fognaria nella parte di pertinenza del condominio. Nel pomeriggio di mercoledì 3 giugno, però, sarebbe stato contattato direttamente dal sindaco di Praiano e invitato a raggiungerlo al Comune. Nel corso del colloquio «per regolarizzare la pratica ed evitare possibili ripercussioni amministrative e pecuniarie e lungaggini burocratiche, la cifra in contanti di 250». Di qui la denuncia e, su indicazione dei poliziotti, l’appuntamento con il sindaco. Appuntamento al quale vi erano anche alcuni agenti. Ora le indagini proseguono e non si esclude che la procura possa aprire un nuovo filone d’indagine su quegli allacci fognari e su eventuali ipotesi di abusivismo edilizio in tutta la Costiera e di regolarizzazione delle pratiche non regolari. Ma, sicuramente, ora verranno anche cercate verifiche alle dichiarazioni rese dal primo cittadino.

GLI SVILUPPI DELL’INCHIESTA

L’inchiesta potrebbe confermare la derubricazione del reato, si potrebbe fare un processo per direttissima o seguire le vie ordinarie, confermando la sospensione nella carida a Di Martino, che non tornerebbe a fare il sindaco, oppure potrebbe stabilire che è un errore ed è stato tutto legittimo o trovare altri filoni di inchiesta? Allo stato attuale non si riesce a dare una risposta , permangono le misure giudiziarie, ed il paese e la Costiera vivono nel limbo dell’incertezza.

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