Positano spiagge libere a pagamento per 10 euro , proteste sui social . Ma in tutta la Costiera amalfitana ci sono solo 29 posti liberi per i non residenti. foto

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Positano spiagge libere a pagamento per 10 euro , proteste sui social   network , in particolare facebook dove è stata pubblicata e condivisa questa foto. A scatenare le polemiche con decine di post è il cartello dove prevede le 10 euro, senza comunque specificare che si avrà diritto a un lettino e servizi,  cosa che ha fatto pensare ad alcuni che si pagasse per il semplice accesso, invece si parla di stanziare sulla spiaggia, con tutti i servizi, ma è pur sempre una spiaggia libera e molti soo sconcertati per questa scelta esprimendolo su facebook. Non si tratta solo di Arienzo, in tutte le spiagge di Positano è previsto l’ingresso gratuito ai residenti e a pagamento a chi non è residente. Il fatto è che, grazie a una delibera del Governatore De Luca della Regione Campania, si consente ai comuni di affidare le spiagge libere agli adiacenti stabilimenti balneari privati per le misure di contenimento di coronavirus covid.19.. A quanto ci risulta tutti i comuni della Costiera amalfitana non consentono l’accesso gratuito alle spiagge libere ( libere da concessione, ndr ) salvo Cetara che concede 29 posti ai non residenti gratuiti. Alcune spiagge erano totalmente chiuse come Minori e Maiori e anche in Penisola Sorrentina il discorso non cambia troppo, la più economica a Meta per i non residenti si paga 8 euro,  a Vico Equense ci sono stabilimenti che fanno pagare 30 euro, mentre a Massa Lubrense e Vico Equense anche i residenti hanno problemi con le prenotazioni e i turni. Fra le bandiere blu Positano è la più economica. È una situazione inaccettabile se non per una situazione di emergenza, lo Stato poteva trovare una soluzione perché in effetti le spiagge libere sono un bene pubblico di tutti. Purtroppo tanti non si sono resi conto della situazione finchè non sono apparsi i primi cartelli , come questo apposto dai titolari dei bagni d’ Arienzo, ma al momento nessun comune delle coste di Sorrento e Amalfi ha trovato una soluzione alternativa, salvo Cetara che, a spese del Comune , e quindi della collettività, ha destinato 29 posti alla spiaggia libera anche ai non residenti.  Il punto è che, per rispettare le norme, accesso in spiaggia col controllo della temperatura, divieto di assembramenti, distanziamenti, ci vuole chi gestisce anche la spiaggia libera e anche chi controlla, ulteriori costi a carico dei comuni , che hanno già le casse dissestate da questa emergenza, in pratica gli stabilimenti balneari si sostituiranno al Comune per la gestione e i controlli, concedendosi un prezzo calmierato, rispetto a quello degli stabilimenti balneari, per i non residenti, l’alternativa a questa soluzione è o trovare chi controlla le spiagge gratisi o chiuderle in attesa del 2021. Le disposizioni anti Covid impediscono la sosta incontrollata sulle spiagge, una limitazione assurda, ma ritenuta necessaria, il timore di molti è che queste norme diventino il grimaldello per dare le spiagge libere pubbliche ai privati con una soppressione di diritti costituzionalmente garantiti, ma siamo da mesi in un momento di “limitazione” se non “soppressione” di diritti fondamentali. Basti pensare che per contrastare il Covid la legge sta violando ogni principio generale, in nome del supremo interesse alla salute, una situazione ibrida e pericolosa, che sopprime molti diritti civili, fra questi la libertà di movimento come abbiamo visto nel lockdown. Bisogna capire solo se queste limitazioni siano legittime con la presenza di così pochi contagi come stiamo registrando da alcune settimane e quando ci potremo dire fuori da questa situazione.

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