Oggi è la Festa della Repubblica, Mattarella: “Crisi non finita, serve coesione”

Il video mozzafiato delle Frecce Tricolore che sorvolano la capitale deserta come mai accaduto prima d'ora in questa ricorrenza

Oggi la Repubblica Italiana festeggia 74 anni da quel lontano 2 giugno del 1946, data del referendum istituzionale, con la celebrazione principale che avviene a Roma. Alcuni minuti fa si sono svolte le consuete celebrazioni a Roma, con il discorso del Presidente della Repubblica Sergio Matterella dopo aver ascoltato l’inno d’Italia.

festa della repubblica 2020

Poi, accompagnato dai presidenti di Senato e Camera Elisabetta Casellati e Roberto Fico, dal premier Giuseppe Conte e dalla presidente della Corte costituzionale Marta Cartabia, ha salito lo scalone dell’Altare della Patria ed ha deposto la corona di fiori al sacello del Milite ignoto. Ad attenderlo ai lati del monumento, i vertici militari e una rappresentanza delle professioni sanitarie che hanno combattuto in prima persona l’epidemia di coronavirus.

Una cerimonia quasi storica, senza alcuna parata ma con pochi presenti in Piazza Venezia in attesa di assistere allo spettacolo immancabile delle Frecce Tricolori, che nei giorni scorsi hanno attraversato i capoluoghi di tutta la nazione, tra cui Napoli con un video mozzafiato.

“La dimensione della crisi ha chiesto a tutti uno sforzo straordinario”, ha ribadito oggi il Capo dello Stato in un messaggio Prefetti, spiegando che il Paese si è trovato di fronte a “difficoltà mai viste”, che necessitano ancora di “unità, responsabilità e coesione”. La crisi purtroppo “non è finita”, l’Italia dovrà confrontarsi “a lungo con le conseguenze”, ha continuato Mattarella, tra cui la crescita della “marginalità e di nuove forme di povertà e discriminazione, quando non di odioso sfruttamento”. Il presidente della Repubblica ha messo in guardia anche la classe imprenditoriale, “esposta a tentativi di infiltrazione della criminalità” anche a causa della debolezza di molti comparti per “l’incertezza sulle prospettive occupazionali”.

Il Presidente ha poi rivolto un pensiero commosso ai dipendenti pubblici morti per il Coronavirus: “Molte sono state le vittime della malattia fra quanti la hanno affrontata per motivi professionali o per incarichi ricoperti: rivolgo il mio grato, commosso pensiero a sindaci, sanitari, appartenenti alle forze dell’ordine e a tutti i pubblici dipendenti deceduti a causa del virus”.

Il Capo dello Stato non ha dimenticato i giovani: “La necessità di frenare la diffusione del virus ha imposto limitazioni alla socialità, sacrificando l’affettività e i legami familiari; i più giovani sono stati temporaneamente privati dei luoghi in cui si costruisce e rafforza il senso civico di una collettività, primi fra tutti la scuola e lo sport”. E ha auspicato che il 2 Giugno sia una giornata per riflettere “sui valori fondativi repubblicani”.

Commenti

Translate »