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New York (USA). Scomparso l’artista-leggenda Christo, a 84 anni.

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    Articolo di Maurizio Vitiello – Scomparsa un’altra leggenda dell’arte, a New York, Christo, il 31.05.2020.

    Se ne va una leggenda.
    È morto a New York, all’età di 84 anni, Christo Vladimirov Javacheff, noto con il solo nome Christo.
    Nato a Gabrovo, in Bulgaria, il 13 giugno 1935, è stato un grande della “Land Art” e con intelligenza modificava e ridisegnava il paesaggio.
    In più di cinquant’anni, trascorsi in gran parte con la compagna della vita Jeanne-Claude, scomparsa nel 2009, ha impacchettato molto e di più in quasi tutto il mondo.
    Da Porta Pinciana a Roma, nel 1974, al Reichstag di Berlino (1995), sino al Pont Neuf di Parigi (1985).
    Il primo edificio imballato, nel 1968, è stata la Kunsthalle di Berna.
    Il suo obiettivo era realizzare un’attenzione massima nascondendo, apparentemente, edifici e paesaggi; insomma, cambiava immagini metropolitane e del paesaggio, talvolta solo per il tempo della durata della sua installazione.
    Quest’anno avrebbe dovuto impacchettare l’Arco di Trionfo a Parigi, ma il progetto è stato rimandato per la pandemia da COVID-19 ed è stato programmato per l’autunno 2021 e sarà, quindi, la sua ultima opera “a posteriori”.
    Christo legato alla moglie Jeanne-Claude, conosciuta a Parigi, lui in fuga dal mondo comunista, lei cresciuta in una famiglia francese a Casablanca.
    Hanno impacchettato monumenti storici ed edifici interessanti quasi in tutto il mondo e hanno ripensato e ridisegnato l’architettura urbana.
    Si ricorda il nastro di nylon bianco che nel 1976 attraversò la California per 40 Km. o Umbrellas, con migliaia di ombrelli con cui invase una valle del Giappone e prima della California (1991).
    Impacchettò il Reichstag tedesco (Wrapped Reichstag), che venne visitata da cinque milioni persone.
    Nel 2016, sul Lago d’Iseo Christo situò una lunga passerella gialla sui cui si poteva passeggiare, chiamata “The Floating Pears”, con oltre un milione e 300mila di deambulanti in tre settimane.
    Più popolare di un concerto rock. Anni prima, nel 1968, insieme a Jeanne-Claude Christo aveva impacchettato una torre medioevale a Spoleto.
    Poi aveva avvolto di spaghi e nastri il monumento a Leonardo da Vinci a Milano e nel 1973 era stata la volta delle mura aureliane di Roma (Wrapped Roman Wall).
    Sognava in grande e ridisegnava tratti del mondo, per qualche giorno.

    Maurizio Vitiello

    Foto allegata:
    ALBUM DEL VENTENNALE 1990-2010 DEL CENTRO CULTURALE IL CAMPO. Mostra omaggio a Christo e Jeanne Claude, Centro Culturale Il Campo, dicembre 2010. Renato Marini con alcune opere di Christo. Dall’archivio fotografico de Il Campo. — a Campomarino.

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