Mascherine in spiaggia e al mare non sono obbligatorie, ma bisogna seguire le regole anti coronavirus

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Mascherine in spiaggia e al mare non sono obbligatorie, ma bisogna seguire le regole anti coronavirus
Si può andare al mare, si può andare in spiaggia – anche nelle spiagge libere – ma per farlo nell’estate 2020 si dovranno seguire le regole anti coronavirus: prenotazione, temperatura all’ingresso, distanziamento fra persone e ombrelloni. È il protocollo di sicurezza messo a punto con le linee guida approvate dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome del 16 maggio 2020 e recepite poi dal governo con il Dpcm 17 maggio 2020 per la riapertura delle attività economiche e produttive.

Regole valide in tutto il Paese a partire dal 18 maggio, giorno della riapertura delle spiagge. Anche se il documento lascia molto spazio alle ordinanze locali per adattare le misure alle caratteristiche della costa nelle varie regioni. Quella del Belpaese è infatti molto diversa: si va dai lunghi arenili alle piccole calette, fino agli scogli. E intanto il governo ha lanciato un bonus vacanze, fino a un massimo di 500 euro, per chi sceglierà mete turistiche in Italia.

Estate 2020, coronavirus: distanza di sicurezza sulle spiagge
La parola d’ordine resta sempre distanza di sicurezza, anche in spiaggia, per i grandi e per i bambini. Le linee guida del Dpcm 17 maggio stabiliscono le distanze minime da mantenere in spiaggia, sia tra gli ombrelloni e i lettini negli stabilimenti balneari che tra le persone. Regole che semplificano molto (e concedono qualcosa in più) rispetto a quelle inizialmente previste dal protocollo Inail. Le stesse regole da osservare poi sulle spiagge libere. Nel dettaglio:

Una sola regola per gli ombrelloni. Ogni ombrellone dovrà avere a disposizione una superficie di almeno 10 metri quadrati. Sia che le file degli ombrelloni vengano organizzate in modo orizzontale che a rombo.
Tra le attrezzature della spiaggia, come sdraio e lettini, almeno 2 metri di distanza quando non sono posizionate nel posto ombrellone.
Resta poi la distanza di sicurezza tra le persone di almeno 1 metro (2 se si pratica attività sportiva), da rispettare sempre, anche sul bagnasciuga, ad esempio durante una passeggiata, sulla spiaggia e quando si farà il bagno in mare. Si potrà stare più vicini solo se parte di uno stesso nucleo familiare o se conviventi. Regole analoghe anche sulle spiagge libere.

Andare al mare nel 2020: coronavirus e le regole per bagni e lidi

Come cambierà il modo di andare in spiaggia nell’estate 2020? La prima raccomandazione delle linee guida ai gestori di stabilimenti balneari è di predisporre un’adeguata informazione. Ci sono nuove regole da seguire e i clienti, italiani e stranieri, dovranno essere sempre informati sui comportamenti da mantenere.

Viene non a caso promossa la creazione di una nuova figura, lo steward di spiaggia, un membro del personale che accompagni i clienti al loro ombrellone, illustri le misure di prevenzione e sia a disposizione per ogni necessità.

In spiaggia su prenotazione, ma cade l’obbligo di mascherina
Per andare in spiaggia si dovrà prenotare. La prenotazione non è obbligatoria, ma il decreto dispone chiaramente di privilegiare gli accessi a chi ha riservato in anticipo. I gestori dovranno tenere un registro delle presenze per un periodo di 14 giorni.

All’ingresso verrà misurata la temperatura corporea di tutti i clienti. Se questa è superiore a 37,5°C non si potrà entrare. Gli spazi dello stabilimento balneare dovranno essere organizzati in modo da garantire l’accesso ordinato, possibilmente separando i percorsi di ingresso da quelli di uscita. Gel e prodotti igienizzanti saranno disponibili per i clienti in diversi punti degli impianti.

Il personale alla cassa sarà separato da barriere fisiche di sicurezza, schermi in plexiglass e simili. Altrimenti dovrà indossare la mascherina. Sono da preferire i pagamenti elettronici, senza passaggio di denaro contante.

La mascherina non sarà obbligatoria per i clienti, fintanto che è possibile mantenere la distanza di sicurezza.

Sanificazione delle spiagge e degli stabilimenti balneari
Infine molta attenzione è riservata all’igiene, anche al mare, per prevenire la diffusione del coronavirus sulle spiagge durante l’estate 2020. In particolare, le linee guida stabiliscono:

regolare e frequente pulizia delle aree comuni, come spogliatoi, cabine, docce, servizi igienici.
la pulizia di tutti gli ambienti dopo la chiusura dell’impianto.
disinfezione delle attrezzature come sdraio, lettini e sedie a ogni cambio di persona o di nucleo famigliare.
sanificazione di tutte le attrezzature a fine giornata, dopo la chiusura.
dispenser di gel disinfettanti per le mani a disposizione dei clienti in luoghi facilmente accessibili.
Sì a giochi e sport individuali in spiaggia
Restano vietati tutti i giochi e gli sport di squadra da fare in spiaggia: per beach volley, beach soccer e simili si dovrà aspettare la prossima estate.

Via libera invece agli sport e alle attività individuali da spiaggia e da mare: racchettoni sul bagnasciuga, nuoto, surf, windsurf, kitesurf. Tutto consentito, a patto di rispettare il distanziamento interpersonale e tutte le regole anti contagio da coronavirus.

Il protocollo di sicurezza per le spiagge: le regole del Dpcm 17 maggio (pdf)
Il testo completo, in pdf, del protocollo di sicurezza per stabilimenti balneari e spiagge, estratto dal Dpcm 17 maggio 2020, è disponibile qui.

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