Lento pede

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Tutti coloro ai quali è stata vietata qualsiasi attività lavorativa per un lungo lasso di tempo e non hanno i mezzi finanziari per ricominciare, se non hanno già perse la speranza e la pazienza, contano sui bonus, sui prestiti garantiti, sui contributi a fondo perduto. Il Governo sforna decreti SALVA TUTTI E TUTTO e promette una pioggia di miliardi; le Banche concedono i prestiti solo a coloro che hanno uno scoperto di conto corrente o un mutuo da pagare in modo da trasformare i loro crediti concessi con faciloneria e difficilmente recuperabili in prestiti garantiti dallo Stato e di non facilitare l’immissione in circolazione di danaro fresco; i seicento, i mille ed i duemila euro sono stati bloccati da una burocrazia farragginosa e cieca; l’Italia sta per esalare l’ultimo respiro è c’è chi, impertterito, sveltola il tricolore e diffonde la notizia che “s’è desta” Per favore, lo chiedo sussurrando perché non posso urlarlo, smettela di prenderci per i fondelli, non ci illudete con promesse che non siete in grado di mantenere, andate avanti “lento pede” non vi affaticate, non vorremo vedervi stremati dalla fatica. Parlate della riforma fiscale: mi accontenterei se decideste di innalzare l’asticella dei redditi non tassabili a cinquantamila euro e introduceste una percentuale unica per i redditi d’importo superiore. Parlate di riforma della giustizia: mi sentirei rassicurata se introduceste un’unica procedura per qualsiasi tipo di processo e precisaste quali prove deve esibire il debitore per ottenere un decreto ingiuntivo (non dovrebbe bastare una fattura). Parlate di riforma burocratica: basterebbe evitare pluralità di controlli, di passaggi da un ufficio all’altro, di pareri di vario tipo, di autorizzazioni multiple.
Potrei elencare tante altre riforme utili e necessarie per consentire la ripartenza del paese, ma ritengo che sarebbe del tutto inutile. Le riforme vanno fatte subito rinviando le discussioni di lana caprina o, megli, evitandole. Il Presidente del Collgio Sindacale del quale facevo parte nel conferirmi la nomina di segretaria del Collegio mi disse: “ti raccomando, quello che vorresti scrivere su di un lenzuolo prova a scriverlo su di un polsino” … se i nostri decretandi seguissero questo consiglio conseguiremmo anche risparmio di tempo e di carta.
Un vecchio adagio recita: “mentre il medico studia l’ammalato muore” … vi riunite, discutete, rinviate sine die e noi qui a pigolare sempre più piano. Cercate di operare veramente per il bene di tutti e non per quello di pochi eletti. I superstiti ve ne saranno grati. Prof. Francesca Lauro

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