Lavoratori stagionali, i bonus e l’intrepida azione della Deputata Teresa Manzo (M5S)

Una battaglia, quella per i lavoratori stagionali, iniziata molto prima dell’emergenza Coronavirus. Un’emergenza che ha imposto di affrontare la questione da un punto di vista nuovo poiché è diventato prioritario intervenire nell’immediato. Insieme al governo e di concerto con il Ministero del Lavoro e con il sottosegretario Di Piazza in questi istanti si continua a lavorare per garantire un sostegno economico a tutti gli stagionali. A partire dai prossimi giorni l’Inps avvierà i primi pagamenti per i 24mila stagionali Unimens che si erano visti rifiutare le domande per un problema di codice. Confrontate le certificazioni Unimens con i modelli Unilav e ha ritenuto di accogliere automaticamente tali domande. A giorni una soluzione per tutte le altre domande ‘non accoglibili’ a causa di problemi a livello di codice o contrattuale. Per Giovanni Cafagna non più tollerabili determinati atteggiamenti nei confronti della deputata pentastellata da una parte di lavoratori.

Soltanto chi da anni segue le battaglie dei lavoratori stagionali riesce a capire quanto sia difficile portare a livello istituzionale le rimostranze di una categoria mai presa in considerazione ma che tuttavia contribuisce in maniera determinante a concretizzare quel 13 per cento del Pil nazionale rappresentato dal turismo italiano. Se si iniziasse soltanto a prendere in considerazione le dichiarazioni dell’allora ministro del lavoro, Giuliano Poletti, all’indomani (2015)del varo del Job’s Act da parte del governo Renzi (che dimezzava inesorabilmente il periodo di disoccupazione invernale, ovvero Aspi e miniAspi , con la ormai famigerata Naspi), con le quali ammise in secondo momento di non essere a conoscenza dell’esistenza di una tale tipologia di lavoro, ed in particolare dei lavoratori stagionali del turismo, dopo le vicende legate all’erogazione dei bonus per l’emergenza coronavirus,senza nessun dubbio si può dire che mai nessun governo come quello attuale la dovuta attenzione, nonostante le innumerevoli difficoltà incontrate in questo drammatico periodo, alle problematiche dei lavoratori stagionali e delle loro famiglie. Tra le varie vicissitudini e complicazioni evidenziate che hanno visto da una parte il Governo Conte II e l’Inps e dall’altra varie categorie di lavoratori , che per meri inghippi burocratici, si sono visti negare i bonus da 600euro relativi ai mesi di marzo e di aprile, si è svolto un lavoro immane per capire le cause che oltre ad ingolfare bloccavano la complessa macchina dell’Inps. Dopo che sono venuti fuori che determinate difficoltà ed impedimenti erano da addebitarsi alle varie forme di contratto , spesso stringenti e niente affatto rispondenti alla realtà lavorativa poi praticata, a cui molto spesso i lavoratori stagionali sono costretti a sottostare, il Governo e l’Inps con ulteriori recenti provvedimenti sono riusciti ad ovviare quasi completamente alle rivendicazioni degli stagionali rimasti senza bonus. Pertanto checché se ne dica con tutte le difficoltà e le varie ataviche problematiche spesso legate a determinati ed oleati meccanismi, ben noti sia ai datori di lavoro ed ai loro consulenti circa i quali anche i lavoratori hanno avuto, nell’adeguarsi, le loro responsabilità, il governo ed in particolare il ministero del lavoro, sobbarcandosi una mole di lavoro legata soprattutto ad ataviche irrisolte questioni si è riusciti a dare una risposta che a breve arriverà a tutti. Nel frattempo tante le proteste e le manifestazioni, spesso alimentate anche dalle opposizioni,da parte delle categorie di stagionali escluse, che vedevano nella supposta inerzia dell’attuale governo la ragione di tutti loro disagi, dimenticandosi che gran parte delle responsabilità erano legate all’operato dei precedenti governi ma anche e soprattutto la scarsa coerenza degli stessi lavoratori nell’anteporre un forte contrasto a determinati provvedimenti nel corso degli anni. Si è continuato a piegare la schiena rimandando di stagione in stagione accettando quasi con rassegnazione gli enormi sacrifici da affrontare durante il periodo invernale nel far fronte la scarsità di risorse imposte dalla Naspi. Paradossalmente è stata proprio l’emergenza sanitaria da Coronavirus e la susseguente crisi economica a portare i tanti lavoratori di fronte ad una forte e forzosa “riflessione”, ovvero che per i propri diritti bisogna in modo costante lottare e non lasciare che altri risolvano i problemi. Rimostranze e malcontento che hanno trovato prima all’opposizione e poi una concreta sponda al governo soltanto nei parlamentari del Movimento 5 Stelle in particolar modo quando in una drammatica situazione si è dovuto decidere di riconoscere un sostegno economico a tutti i lavoratori stagionali, qualsiasi fosse il loro settore di appartenenza. Un risultato finalmente raggiunto grazie soprattutto alla tenacia della deputata Teresa Manzo e la disponibilità e l’impegno della Ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo (M5S).La deputata pentastellata con il tempo è diventata forse l’unico un punto concreto ed affidabile di riferimento per i lavoratori stagionali. Anche in queste critiche ore si sta attivando con il Governo per individuare al più presto ulteriori misure capaci di sostenere ed aiutare tutti i lavoratori stagionali .Una categoria, definita dalla stessa Manzo, estremamente eterogenea e fino ad oggi priva di una legittimazione di carattere unitario. II continuo confronto con le associazioni ha fatto emergere chiaramente questo limite che è anche alla base delle difficoltà incontrate sui tavoli tecnici per il riconoscimento delle misure di sostegno al reddito. Non solo è stato in questa occasione che grazie all’impegno della deputata stabiese che gli stagionali per la prima volta sono stati riconosciuti come categoria unitaria. Sulla immensa azione della deputata Teresa Manzo registriamo l’intervento del presidente dell’Associazione Nazionale Lavoratori Stagionali (ANLS), Giovanni Cafagna che dal 2014 sta portando avanti una lotta impari a favore dei lavoratori stagionali affinché si ripristini in primo luogo il vecchio sussidio Aspi. Cafagna,alla luce degli ultimi risultati ottenuti e rivolgendosi a tutti i lavoratori stagionali del Paese, ha dichiarato: “180 mila lavoratori stagionali del settore turismo hanno preso il bonus di marzo e aprile e prenderanno anche quello di maggio. Sale a ben 2200 euro il sostegno concesso dal governo ad una categoria di lavoratori senza che ci fosse stato un contratto di lavoro attivo al momento della proclamazione della pandemia da Covid-19. Duecentomila lavoratori stagionali degli altri settori, gli intermittenti con 30 giornate lavorate e i somministrati ne prenderanno 1800 euro appena l’Inps elaborerà le domande presentate. Al momento” – continua Cafagna – “ne restano fuori ancora 150 mila per colpa degli assurdi paletti inseriti dall’ Inps ma anche per errori dei consulenti del lavoro e per colpa del PD che negli scorsi governi ci ha dimezzato il sussidio. Potete essere arrabbiati quanto volete perché ancora non avete avuto il bonus ma senza il lavoro straordinario della deputata Teresa Manzo(M5S) nessuno avrebbe mai preso nessun bonus” – ed infine – “Questa è la sola e unica verità tutto il resto sono illazioni gratuite e pretestuose.Teresa Manzo merita tutto il rispetto da parte vostra, le offese non saranno più tollerate!
Intanto senza nessuna sosta continua l’impegno a favore della categoria da parte di Teresa Manzo che ancora una volta e forse ingiustamente tirata in ballo ha dichiarato:“La mia battaglia per i lavoratori stagionali è iniziata molto prima dell’emergenza Coronavirus. Un’emergenza che ci ha imposto di affrontare la questione da un punto di vista nuovo poiché è diventato prioritario intervenire nell’immediato. Insieme ai miei colleghi e di concerto con il Ministero del Lavoro e con il sottosegretario Di Piazza stiamo lavorando per garantire un sostegno economico a tutti gli #stagionali.
Nei giorni scorsi l’Inps ha pubblicato due circolari – la 66 e la 67 – in cui fornisce le direttive e tutti i chiarimenti necessari per la richiesta del #bonus da 600 euro per i mesi di Marzo, Aprile e Maggio sia per i lavoratori già beneficiari dell’indennità di Marzo, sia per le nuove categoria incluse nel Decreto Rilancio (stagionali non del turismo, intermittenti, agenti di viaggio, etc).
Contemporaneamente – già a partire dai prossimi giorni – l’Inps avvierà i primi pagamenti per i 24mila stagionali Unimens che si erano visti rifiutare le domande per un problema di codice. L’INPS ha confrontato le certificazioni Unimens con i modelli Unilav e ha ritenuto di accogliere automaticamente tali domande.
Si sta continuando a lavorare per trovare una soluzione per tutte le altre domande ‘non accoglibili’ a causa di problemi a livello di codice o contrattuale. Penso ad esempio ai lavoratori stagionalI con contratti a tempo determinato o i lavoratori con certificati Unimens sbagliati.
Continueremo a lavorare come abbiamo fatto fino ad oggi, ovvero valutando caso per caso al fine di individuare una risposta per ciascuna categoria.
Al Ministero c’è grande attenzione su questo fronte e l’impegno per risolvere il nodo degli stagionali è massimo!” – 02 giugno 2020 – salvatorecaccaviello

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