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Vergogna a Tramonti, scempiati alberi. Il Covid non ha insegnato nulla! “Uno sfregio all’anima” foto

Vergogna a Tramonti, scempiati alberi. Il Covid non ha insegnato nulla! Nel cuore dei Monti Lattari, la “Montiera” della Costiera Amalfitana, il polmone verde, e agricolo, fra Ravello e Amalfi, anche durante il lockdown per il coronavirus Covid-19 gli scempi non si fermano nell’indifferenza ed indolenza generale. Ecco quanto abbiamo ricevuto e pubblichiamo , un abbraccio ad Antonio De Marco al quale bisognerebbe dare un premio per l’amore con il quale cura il suo angolo di paradiso, diventato un’attrattiva per Tramonti, una “poesia” fra piante  e fiori, invece gli vengono inflitte solo amarezze

UNO SFREGIO ALL’ANIMA
Non ne avevo voluto parlare finora, attuando una specie di anestesia del dolore fisico e mentale, ma ora dopo due mesi e mezzo desidero rendere partecipi quanti a Tramonti o altrove sanno capire il senso più intimo del dispiacere personale e del danno morale ma anche dell’importanza della bellezza come “la via più sicura per seguire i percorsi del dolore”.
Molti o alcuni diranno “Ehhhh, cosa ‘e nient”, confermando la superficialità e l’insensibilità diffusa. Ma proprio in questo periodo di forzato e doveroso isolamento sanitario, il cuore e la mente, assimilando in parte il dolore, portano a dichiarare pubblicamente un sogno che si vorrebbe condiviso.
A dieci anni esatti di tempo che non sono riusciti ancora ad alleviare il senso di disgusto e confusione, gli operai incaricati dall’Enel della manutenzione delle linee, quasi in mia presenza si sono nuovamente indebitamente introdotti nel Giardino Segreto dell’Anima di Campinola a Tramonti sulle alture della Costa d’Amalfi, senza alcun preavviso e scavalcando la recinzione. Ma non per cogliere lo spirito e le suggestioni che il Giardino poteva offrire, quanto piuttosto per operare una dissennata capitozzatura di pregevoli essenze botaniche la cui rigogliosa vegetazione forse fra una decina d’anni avrebbe raggiunto i fili elettrici sovrastanti.
E in queste poche parole c’è già il senso più cupo dello sfregio perpetrato.
Non solo l’indebita intrusione in luogo privato, non solo il rinnovarsi del gesto che dieci anni fa una perizia del direttore dell’Orto Botanico di Padova aveva stimato in ottomila euro di danni materiali, non solo gli avvertimenti del Comune e le appropriate relazioni personali con dirigenti e operai, ma soprattutto la cieca e inconsulta visione di una realtà tanto delicata e pacata quanto fortemente significativa dal punto di vista botanico, ambientale e soprattutto umana.
Solo quattro le piante devastate ma di alto valore: un raro Aesculus Hippocastanum Rubra che agli inizi di maggio si colora di fiori color rubino e bianchi e che crea a terra un autentico tappeto variopinto, due esemplari di Betula utilis Siberiana che ho portato dall’Austria e unici per la Costa d’Amalfi, una vigorosa Melia Azedarach o “albero del rosario” che si carica di grappoli spettacolari dai cui fruttini si ricavavano i semi utilizzati per comporre le coroncine del rosario.
Un lavoro insensato culminato con l’ordinata deposizione delle ramaglie alla base del misfatto.
Immediata la mia denuncia/querela, alla stazione di Tramonti dei Carabinieri e della Forestale dichiarando un danno materiale di circa 10-12 mila euro, tenuto conto che una pianta tagliata in modo improprio risulta perduta in un contesto di pregio qual è il Giardino Segreto dell’Anima botanico-sperimentale di Tramonti.
Il Giardino Segreto dell’Anima, affonda le radici in quel naturale prolungamento della signorile dimora di cui gli antenati di mia moglie, Enza Telese, si erano dotati nella prima metà dell’Ottocento. Un viale in cotto con muretti bianchi di contenimento e siepi di mortella, già con un decoro di essenze significative, culminante con un panoramico gazebo-gloriette che allunga lo sguardo sui monti e verso il mare. Ma pure sul giardino sottostante che già fu produttivo vigneto e in disuso da alcuni decenni ma che con la mia famiglia, senza supporti tecnici estranei e con esperienze e sensibilità maturate anche altrove, siamo riusciti a trasformare in un esemplare area botanica e di elevazione psico-fisica con riferimenti ad altre realtà regionali e sovranazionali.
Un autentico atto d’amore e di grande coraggio per il piacere personale, ma anche per la sensibile offerta di divulgazione dei valori ambientali e della cultura storica e umana di Tramonti e contribuire allo sviluppo di un turismo sostenibile. Elementi che pochi nel territorio hanno saputo cogliere ma che hanno riscosso ampio interesse nella stampa e televisioni specializzate, in amatori ed esperti di ogni luogo, soprattutto di altre regioni e dall’estero.
Atteggiamenti e ispirazioni che possono alleviare il senso dello sfregio e dell’indifferenza con l’elaborazione graduale del dolore e la sua trasformazione in ulteriore crescita psicologica umana. Ma forse è una ulteriore leopardiana “strage delle illusioni”. (Antonio De Marco)

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