Ravello come Positano . I ristoranti compatti “Non apriamo senza regole certe”. Il Comune ancora non ha risposto alle richieste

Ravello, Costiera amalfitana. La Città della Musica aspetta regole certe e qui i ristoranti sono compatti come a Positano. L’apertura a Positano, in accordo con il sindaco Michele De Lucia, ci sarà dopo il 3 giugno, se il Governatore della Campania Vincenzo De Luca, riaprirà i confini. Le due perle turistiche della Costa d’Amalfi sembrano speculari in questa situazione. A Ravello i ristoratori sono, giustamente, preoccupati, dalle norme sulla responsabilità per il Coronavirus Covid-19 ad altre problematiche che spuntano giorno per giorno, c’è chi aveva investito già in materiale poi non più necessario, come è successo alla Taverna del Leone, il ristorante positanese che primo in Costiera ha testardamente aperto col delivery e l’asporto, ma non la sala, in accordo e intesa con tutti i colleghi positanesi. Ma spuntano obblighi in continuazione  “L’ultima la abbiamo saputa oggi – dicono a Positanonews -, è uscito fuori il problema delle taniche dei disinfettanti che sono rifiuti speciali, dobbiamo pagare ulteriore tassa per i rifiuti speciali, dobbiamo capire come mettere a posto le distanze , in regola i dipendenti. Fra noi parliamo, discutiamo, abbiamo timore di prendere multe, come è successo a Napoli , a Sorrento, troppa confusione.. Vogliamo ripartire con calma, con tranquillità, ma l’importante è che ripartiamo bene”. Come abbiamo già detto poi c’è il problema della mancanza di turisti, prima di luglio difficilmente verrà qualcuno, inoltre i lavoratori stagionali non hanno ancora ricevuto le famose 600 euro , non c’è liquidità “C’è pochissimo movimento in giro per mancanza di soldi – dicono i ristoratori, sia di Positano che di Ravello -, lasciamo che quei pochi che hanno delivery ed asporto riescano almeno loro a sopperire per le spese, la situazione è drammatica”. A Positano con l’ultima delibera di Giunta sono state spostate molte tasse e con l’amministrazione si sta ragionando anche in termini di spazi pubblici, da Palazzo Tolla a Ravello i ristoratori hanno fatto delle richieste ma ancora non c’è stata risposta,  sin dall’inizio dell’emergenza l’amministrazione parlava di destagionalizzare, sicuramente ci saranno indicazioni nei confronti dei ristoratori, ma non basteranno  neanche le agevolazioni previste dal Comune di Positano con la crisi che c’è in giro. Sicuramente  l’ultima cosa da fare è pensare agli eventi, come abbiamo detto, Amalfi e Positano hanno sospeso tutte le manifestazioni, dal momento che ancora oggi non si sa se viene qualcuno, dalla Fondazione Ravello invece si pensa a dare erogazioni per direzioni artistiche e uffici stampa, costose manifestazioni, che non porteranno a nulla finchè non si sa nulla del futuro, intanto la gente comincia letteralmente a morire di fame ed i primi a pagare lo scotto sono proprio le attività turistiche ed i lavoratori per i quali ancora non sono stati erogati contributi dignitosi. Dunque le attività e i lavoratori vanno aiutate in maniera concreta poi dopo si faranno tutte le manifestazioni di questo mondo, che sicuramente serviranno al rilancio e non si dovranno perdere, parliamo in primis del Ravello Festival, del Premio Danza di Positano, del Capodanno Bizantino ad Amalfi. Ora è il momento di aiutare gli operatori.

Commenti

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  1. Scritto da Beta

    È ovvio che i locali molto piccoli, privi anche di spazi all’aperto sufficientemente ampi, non potranno che riaprire solo con l’asporto, che comunque data la situazione andrà forte…
    Chi invece ha capienza, ha più possibilità ma andrebbe comunque supportato con il permesso di ampliare ulteriormente gli spazi all’aperto, con un canone comunale invariato.
    Indubbiamente negare che la quantità degli esercizi commerciali concessa, è stata eccessiva negli ultimi anni, è come volersi nascondere dietro un dito, ed oggi qualcuno si troverà fatalmente a pagar pegno!

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