Positano. Otto anni fa ci lasciò Renata Orso Ambrosoli la fondatrice del Premio Danza attuale il suo messaggio oggi “Diamo spazio ai giovani”

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Positano, Costiera amalfitana. Renata Orso Ambrosoli, la fondatrice del Premio Danza, ci lasciò proprio oggi , otto anni fa, era il 2012. Ricordo le colazioni con lei da “Pupetto” a Fornillo, un’ambiente sereno e confortevole, e i bagni a mare, che faceva fino a oltre i novanta anni, la sua gioia di vivere, la sua grande energia e la voglia di battagliare sempre per i suoi principi. Mi chiamò lei diversi anni prima di morire “Lei è Michele Cinque, il giornalista di Positano? La voglio incontrare se possibile per raccontarle la vera storia del Premio Danza”, da allora diventammo amici. Era contro tutto ciò che era “stantio” e “fermo” il “vecchio” non andava, e lo diceva lei a novanta anni suonati, con una energia e una “gioventù” d’animo che mi sconcertava . “Vedi il Premio Danza ha perso il suo spirito – diceva -, doveva essere uno spazio per i giovani, non premiare e ripremiare le stesse persone..”. Forse esagerava, forse no, ma il suo messaggio è ancora oggi, nell’epoca del coronavirus covid-19, ancora più attuale. Che questo Premio Danza, se ci sarà, e spero che sarà così, sia dedicato ai giovani, al futuro, alla voglia di ripartire, che sia un passo di Danza verso la speranza.. Grazie Renata…

Ripubblico uno dei articoli che feci al momento della sua scomparsa

E’ scomparsa Renata Orso Ambrosoli, signora della Danza. Renata Orso Ambrosoli è scomparsa all’età di 98 anni. Appassionata e coraggiosa decana della danza in Italia, fondatrice del Premio Danza Positano e dell’Ass. ADAD, ha collaborato con numerosissime realtà del mondo dello spettacolo tra cui il Teatro Club di Roma, il Teatro Stabile di Torino, l’ENDAS, l’Accademia Nazionale di Danza. Direttore artistico di Pentagono Produzioni Associate e del Circuito Danza Lazio, Renata era da sempre impegnata nella promozione e diffusione della cultura e dello spettacolo, instancabile nel sostegno ai giovani.

 

Ci mancheranno la sua tenacia, la sua cultura, la sua passione ed il suo sorriso.

“Ho incontrato l’ultima volta Renata Ambrosoli nell’estate 2010 sulla Spiaggia Grande di Positano durante la prova dello spettacolo in omaggio a Massine e Nureyev con Eleonora Abbagnato e durante le prove del balletto Parade di Massine tenute da Susanna Della Pietra – ricorda Daniele Cipriani, direttore artistico del Premio Danza Positano – Ho sentito Renata diverse volte al telefono quando il Sindaco di Positano mi aveva affidato la scorsa estate la direzione del premio danza: mi aveva detto che era molto contenta che fossi stato proprio io ad essere stato nominato. C’eravamo sentiti spesso in quel periodo: voleva venire a tutti i costi al premio danza e un giorno mi aveva telefonato dicendomi di aiutarla a trovare una stanza perchè da Pupetto, l’hotel dove lei andava abitualmente, le avevano comunicato che non era più disponibile la camera che aveva prenotato. Le promisi che con il Sindaco avrei trovato una soluzione, ma insospettito chiamai l’hotel per chiedere cosa fosse successo. Mi dissero che era stato il figlio di Renata a chiedere di dirle che non c’erano più stanze, perchè visto il suo stato di salute non era prudente che venisse a Positano. Vorrei chiedere scusa a Renata per averle telefonato e mentito dicendole che non c’era una stanza disponibile. Renata resterà sicuramente nel mio cuore ma soprattutto nel cuore di Positano… Sono felice che il Sindaco Michele De Lucia abbia deciso di dedicare “Positano Premia la Danza 2012 ” a Renata Ambrosoli, la sua fondatrice”.

“Ho conosciuto Renata Ambrosoli come una donna animata da una grande passione ed un grande amore per Positano – dice il direttore di Positanonews Michele Cinque – lei era rammaricata dalla dimenticanza del suo ruolo di fondatrice del Premio Danza e non solo. Renata ha amato davvero Positano, attorno a lei vi era un vero e proprio circolo di uomini di cultura da tutta Italia; marchesi, conti, nobili e non, animavano i salotti di una Positano vera e propria fucina culturale. Lei e il professor Cerroni, che ha tenuto per tanti anni i concerti di Positalta, erano dei personaggi venuti da lontano ma che ci richiamavano a quei valori che avevano fatto Positano quella che è oggi. Con Positanonews le ristabilimmo il suo ruolo, proponemmo, e ottenemmo, dall’allora sindaco Domenico Marrone il riconoscimento di “Amici di Positano” che ebbe da Vincenzo Esposito a Il Mediterraneo. Amava stare a Fornillo da Pupetto, dove l’abbiamo ritratta nella foto, e lì la raggiungevamo a colazione per interminabili chiacchierate. Una sera andammo insieme da soli a Palazzo Murat per un bellissimo concerto del professor Cerroni, maestro di Marianna Meroni, e ricordo come era felice ed aveva voglia di scherzare, sempre vivace, sempre intelligente. A più di novant’anni ha imparato a mandare le mail e si piccava se non la rispondevo subito o non la pensavo. Quando veniva qui, finchè ha potuto, cioè fino a pochi anni fa, si faceva il bagno a mare. E come non ricordare le manifestazioni di beneficenza che organizzava tuttora e le idee per il futuro, sì per il futuro, che aveva per Positano… quando oggi tanti giovani non riescono più ad avere idee. Positano ha perso una donna che la amava, io ho perso un’amica”.

Renata Orso Ambrosoli nata a Rivarolo Ligure in provincia di Genova il 13 agosto 1915 è è riconosciuta dalle varie enciclopedie anche come scrittrice e attrice italiana fondatrice del premio internazionale di danza Positano. Instancabile, a novantaquattro anni suonati ha scritto un’autobiografia di notevole spessore “Il Castello dei Sogni” ed ha continuato ad organizzare manifestazioni di beneficenza fino alla fine della sua vita (le ultime per la Comunità di Sant’Egidio). Nelle vesti di attrice, è anche apparsa nel film “Caterina va in città” (2003), di Paolo Virzì, dove è accreditata come Renata Orso, nel ruolo della vecchia zia Adelina, interpretazione assolutamente memorabile per la forza e la simpatia conferite dall’anziana attrice al personaggio. “Sono una donna stanca di guerra – sono state le ultime sue dichiarazioni a Positanonews – ma ostinatamente sincera, che ha dedicato la sua vita alle arti coreutiche e musicali in modo del tutto disinteressato e vorrei che il Premio Danza continuasse rispettando le sue origini e valorizzando i giovani”.

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