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Parco del Faito, il WWF fa partire denuncia in Procura: “Abusivismo edilizio, rifiuti e bracconaggio”

Il WWF ha inviato una denuncia alla Procura di Torre Annunziata, oltre che ai carabinieri forestali, per segnalare la presenza di attività sul Monte Faito che minerebbe la salute del territorio. A rivelarlo sono i colleghi de Il Corriere.

Questo quanto riportato dalla denuncia, a firma Claudio d’Esposito, referente WWF per la Penisola Sorrentina: “Perfino nel periodo di blocco per l’emergenza sanitaria, camion e furgoni carichi di cemento hanno continuato a percorrere la montagna ed a ridiscenderne con tronchi di albero di alto fusto. Qualcuno ha costruito in quella zona anche un massetto di cemento per un serbatoio di gas collegato all’immobile”.

L’associazione ambientalista “Il Panda” ha sottolineato: “In più punti la montagna è oggetto dell’abbandono di vari materiali di scarto, alcuni anche molto pericolosi”. “Nell’area del bosco di castagni già utilizzato per il Faito doc Fest persistono ormai da anni, semisepolti dal fogliame e dal terreno, teli in gomma, una moquette verde, una canna fumaria in amianto”, ha aggiunto d’Esposito.

Impianti elettroacustici alimentati a batterie, azionati nelle ore notturne per attirare le quaglie sono piazzati sui versanti ad ovest della montagna e abilmente nascosti tra la vegetazione in numerose postazioni, spesso murate in vere e proprie casseforti. All’alba i bracconieri con cani, trappole o fucili, arrivano per cacciare la fauna attratta sul sito. Grazie al fattivo contributo della stazione dei carabinieri forestali di Castellamare di Stabia e con l’ausilio delle guardie volontarie del Wwf negli anni passati si è sempre cercato con impegno di contrastare tale fenomeno. Tuttavia la situazione dettata dal Covid ha reso in questo periodo i nostri volontari impossibilitati a muoversi ed agire. Il bracconaggio continua impunito anche sulle aree percorse dal fuoco nell’estate 2017″.

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