Monti Lattari, da Punta Campanella alla Costiera amalfitana: la meraviglia da attraversare a piedi

«Camminare è stato un susseguirsi di processi ininterrotti, di pensieri che spesso abbiamo sviluppato a lungo, l’uno accanto all’altro, e poi d’un tratto abbiamo concluso in un luogo di sosta o luogo di pensiero». Come scrive Il Mattino, Vincenzo Aiello ha preso in prestito le parole di Thomas Bernhard come viatico per il suo Loving trekking (Con-fine editore, pagg. 84, euro 15), una guida sentimentale ai Monti Lattari che coronano il nostro Golfo e che si affacciano oltre Punta Campanella guardando dall’alto, a strapiombo sul mare, le meraviglie della Costiera amalfitana.

Un libro sui sentieri da percorrere, agile e veloce nella consultazione, ma che mantiene anche un’acribia cartografica, storica ed esperienziale, il tutto accompagnato da fotografie mozzafiato di Oliver Ralph McQueen che come una narrazione parallela raccontano lo spettacolo delle nostre terre.«I sentieri sono quelli dell’antica via dei Monti Lattari: la scelta è caduta tra quelli più vicini all’area stabiese, peninsulare ed amalfitana che uniscono anche un valore aggiunto paesaggistico tipico dei nostri luoghi: quello della presenza adiacente del mare che dà respiro e senso ai panorami» spiega in prefazione l’autore, che ci tiene a sottolineare l’eredità contadina di una terra (ancora oggi a brevi tratti attraversati da piccole coltivazioni o da stazzi per ovini) che ha sedotto illustri viaggiatori del passato, come Vieusseux che scriveva di «un’accidentata mulattiera scavata direttamente nella viva roccia, un luogo dove il sentiero diventa più pianeggiante, restando come sospeso su di un profondo precipizio, i piedi del quale sono bagnati dalle onde marine». Una descrizione, questa, che suona familiare a chiunque abbia presente le vedute di pittori come Gigante o Pitloo, oppure abbia percorso almeno in parte il Sentiero degli dei, il più fascinoso tra i cammini. Ma l’autore ci guida anche verso il Castrum Pini, sulla cresta nord del Faito o per il Sentiero delle viti, e anche sulle tracce di Escher o lungo la valle delle Ferriere: tutti percorsi che rendono viva e vissuta la nostra Grande Bellezza.

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