Libri. Successo di MAPUTO di Andrea Catalano, PAV Edizioni.

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    Articolo di Maurizio Vitiello – Successo di MAPUTO di Andrea Catalano, Pav Edizioni.

    Titolo: MAPUTO
    Editore: Pav Edizioni
    Collana: Storie di vita
    Anno edizione: 2020
    In commercio dal: 27 marzo 2020
    Pagine: 172 p., Brossura
    EAN: 9788831307765

    In questa pausa, dettata dal COVID-19, il libro tira; ci sono quelli stipati nella biblioteca da spulciare e nuovi libri da godersi per viaggiare con la mente.
    Ci sono quelli di viaggio e MAPUTO di Andrea Catalano presenta racconti di vita in un “cahier de voyage”.
    All’autore piace scrivere di tranche de vie e di romanzarci su, a verità somme qualche strato romantico e romanzato.

    Andrea Catalano è nato il 31 maggio 1969 a Napoli, dove attualmente vive e lavora.
    Segue con passione la lettura, procede alla scrittura e pianifica viaggi.
    Vince premi e, nel corso del 2018, ha vinto due premi letterari con il racconto breve “La scimmia”.
    Dopo la laurea in scienze politiche, si è occupato di cooperazione allo sviluppo, viaggiando tra Portogallo e Mozambico, terre bellissime.
    Dalle esperienze di uno di questi viaggi scatta la voglia di registrare il racconto “MAPUTO”, che, però, è sempre da considerare un’opera di fantasia.

    Maputo, la capitale del Mozambico (Africa orientale), è un porto dell’Oceano Indiano che conserva esempi di architettura portoghese.
    Molti edifici di fine ‘800 e primi del ‘900 si concentrano nel quartiere centrale della Baixa, ricco di iacarande. La stazione ferroviaria con la cupola in bronzo, ad esempio, venne portata a termine nel 1916.
    La Baixa vanta, inoltre, un vasto Mercato Municipale.
    Si trova nei pressi di Praça da Independência, su cui si affaccia il municipio neoclassico.
    Ha più di 1.200.000 abitanti, vanta coreografie originali e una messa in scena del mondo molto variegata.

    Per chi viaggi nella mente c’è Jorge Luis Borges, che scrive, tra l’altro: “Un uomo si propone di disegnare il mondo. Nel corso degli anni popola uno spazio con immagini di province, di regni, di montagne, di baie, di vascelli, di isole, di strumenti, di astri, di cavalli e di persone. Poco prima di morire, scopre che quel paziente labirinto di linee traccia l’immagine del suo volto.”

    Ecco la scheda editoriale:
    “Dario e Tina si conoscono a metà degli anni ’90 durante un corso universitario sull’Africa. Qualche anno dopo, si ritrovano insieme a lavorare per una ONG in Mozambico. In una Maputo piena di struggenti contrasti, il loro rapporto gradualmente si incrina a causa di incomprensioni, talvolta grottesche, da cui emergono sensibilità diverse, anche sul ruolo stesso della cooperazione allo sviluppo. La rottura dei loro rapporti spinge Dario, ormai esasperato, a fuggire dalla capitale per intraprendere un lungo viaggio a nord, nelle viscere del continente dalla terra rossa. Qui le scoperte sono incredibili e piene di emozioni: dallo stupore per la grandiosità della natura allo sgomento di fronte a storie estreme di varia umanità. Terminata quella esperienza, Dario fa rientro in Italia e decide che quel tipo di vita non fa per lui. Tuttavia, in agguato c’è il destino che lo spinge a far ritorno in quel lontano paese africano. La scoperta che vi farà sarà una rivoluzione, di quelle che cambiano per sempre un’esistenza.”

    Spiritualità esistenziali portano a raccordarci con l’altro e anche a distaccarci dall’altro.
    La nostra vita sociale può subire alterne fortune, ma la calma e l’umiltà possono solo portarci il bene dell’altro.
    Ogni essere umano va verso la frontiera del proprio limite se va sul profilo dell’orizzonte di confini sconosciuti.
    Vivere significa intessere rapporti con l’altro, non possiamo avere soddisfazione con catene di solipsismi, né con una teoria di egotismi.
    Percorrere un paese mai indagato ci porta alla coscienza del sé, e un “viaggiatore dell’anima” lo sa bene.
    Leggere le pagine di questo libro ci porta al conforto dell’azione sociale e a guadagnare il ventaglio di terre lontane, rosse, ma vive di varia umanità
    Ci sono paesi che hanno bisogno di apporti culturali ed economici; bisogna aiutarli, mettendoci in discussione e, allora, meglio essere sorgivi, spontanei, diretti.

    Maurizio Vitiello

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