Lettere da Piano di Sorrento – Morire di Covid 19 o di fame?

LETTERE DA PIANO DI SORRENTO
“MORIRE DI COVID 19 O DI FAME?”

Morire di Covid 19 o di fame? È questa la prospettiva che ci aspetta? Il buon senso e i tecnici l’avrebbero consigliato: la riapertura delle attività doveva avvenire quantomeno alla fine di questo mese, verificando i tempi di incubazione dopo il provvedimento del 04 maggio. Conte avrebbe aspettato ma gli hanno forzato la mano. Ora noi, per quanto possiamo apparire ignoranti, ci chiediamo: riaprire 15 giorni prima o dopo avrebbe risolto la crisi economica, ormai già segnata? Per i cervelloni o si riapriva subito od era la fine, ma tra le tante domande ed interrogativi che ci poniamo siamo sicuri che con la riapertura delle attività gli utenti si ripresenteranno puntualmente? Ecco perché alcuni commercianti, dimostrando che la saggezza popolare a volte è il grano della sapienza, se lo sono chiesti: noi riapriamo, ma la gente verrà? E non vogliamo apparire catastrofici ma anche la futura libera circolazione nelle regioni favorirà il turismo, risolverà questa maledetta crisi? È inutile farsi illusioni, soltanto il vaccino potrà risolvere il problema, ma i tempi, secondo gli esperti, sono lunghi.
Intanto osservare quello che avviene intorno a noi in questo momento, ci demoralizza enormemente.
È stato raccomandato alla gente di portare la mascherina, di rispettare la distanza di sicurezza, di evitare gli assembramenti. Ebbene, in questi giorni, come ho potuto constatare, ho visto persone che la mascherina la portavano appesa all’orecchio destro, altri all’orecchio sinistro, altri ancora non la indossavano affatto. Ho incontrato gruppi di ciclisti che procedevano affiancati, senza mascherina, discutevano animatamente fra di loro, emettendo dalla bocca certamente quelle “goccioline” che sono considerate un veicolo di contagio. Molti giovani, a bordo delle motorette, nell’incontrare gli amici, si soffermano a parlare con loro, senza mascherina e non a distanza di sicurezza. Altre cose ho visto che mi hanno fatto cadere le braccia. Ed allora non possiamo che essere preoccupati per quello che potrà succedere. La nostra personale prudenza, le nostre cautele, possono essere, in qualsiasi momento, frantumate dalla negligenza degli altri. Lo so che questo scenario potrà apparire poco incoraggiante, ma purtroppo è la realtà.

avv. Augusto Maresca

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