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Costa d’Amalfi, il vicesindaco di Ravello Ulisse Di Palma sui test sierologici: “ASL venga a un tavolo”

Ecco cosa è successo alla Conferenza dei Sindaci, che era risoluta nell'effettuare un monitoraggio di massa, durante l'emergenza

Questa mattina a Ravello nell’incontro dell’amministrazione con i ristoratori e gli operatori del turismo, si é parlato dell’attuazione del monitoraggio epidemiologico in Costa d’Amalfi, da parte della Conferenza dei Sindaci, un retroscena importante raccolto in questo video realizzato da Valeria Civale, in cui si evidenzia con quali difficoltà logistiche e burocratiche si sono confrontati i nostri cittadini durante la fase più critica dell’emergenza, come raccontato dal vicesindaco Salvatore Ulisse Di Palma.

“Come comuni c’eravamo attivati per fare lo screening di massa per la gente, con i sierologici e con i test rapidi, eravamo pronti anche ad acquistarli – rivela Ulisse Di Palma – ci sono stati dei problemi nell’acquisto, ma la Regione Campania ne ha acquistati un milione, altri comuni l’hanno fatto e in Costiera Amalfitana volevamo fare la stessa cosa, anche se siamo stati tra i primi comuni che volevamo acquistare questi test. Il problema dove nasceva? Eravamo d’accordo come conferenza dei sindaci a prendere i test rapidi, e a usarli, per cercare di scovare soprattutto gli asintomatici”.

Come emerge dal racconto del vicesindaco della Città della Musica, tutto era pronto, dalla sala per effettuare i test, al personale equipaggiato a dovere per affrontare la situazione, ma “il problema è che una volta individuato il sospetto, l’ASL ci avrebbe bloccato”, l’Azienda Sanitaria infatti non avrebbe fatto altro invece che mandare il paziente al Cotugno di Napoli per sottoporlo a cure, ma per Ulisse Di Palma deve essere l’ASL a prenderlo in carico. “Ecco perché noi dobbiamo portarla ad un tavolo” – ha poi aggiunto il vicesindaco – perché voi dovete avere le certezze dei percorsi e delle linee guida”. Anche se il virus sta perdendo terreno, fortunatamente, restano infatti ancora molti interrogativi aperti su questa gestione dell’emergenza sanitaria: per lo stesso motivo, bisogna continuare ad interagire con tutta una serie di disposizioni farraginose che, allo stato attuale, continuano ad ostruire la normale ripresa delle attività economiche.

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