Cetara. Ristorante “Al Convento” di Pasquale Torrente: opere d’arte come distanziamento

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Cetara. Ristorante “Al Convento” di Pasquale Torrente: opere d’arte come distanziamento.

Dal 28 maggio il ristorante Al Convento di Cetara (SA) di Pasquale Torrente riapre le sue porte e ospita Monumenti, una serie di 24 sculture utilizzate per il distanziamento tra i tavoli. Quando l’arte divide ed unisce allo stesso tempo.

Una collaborazione con la Fondazione Made in Cloister di Napoli per una ripartenza dopo il lockdown all’insegna dell’arte contemporanea.

Corpi che sono storie, che sono viaggi, che sono vite. Migranti. Uomini e donne che hanno solcato terre e mari e attraversato confini per ricominciare tutto in un altrove che non era casa, non più e non ancora. A queste figure e a questa umanità, era dedicata l’opera Monumenti che l’artista Liu Jianhua, uno degli artisti cinesi più rappresentativi della scena contemporanea, ha realizzato nel 2018 per la Fondazione Made in Cloister.

L’opera, composta da 24 sculture di migranti in cartapesta, altrettanti basamenti in ceramica ed oltre 2000 composizioni floreali in porcellana, è stata esposta al Chiostro di S. Caterina a Napoli, sede della Fondazione, nel 2019. L’artista ha realizzato l’opera collaborando con i grandi maestri delle tradizioni artigianali napoletane della Cartapesta, della porcellana di Capodimonte e della Ceramica.

Oggi, i Monumenti riprendono un viaggio immaginario ed approdano a Cetara trovando ospitalità nel ristorante Al Convento dello chef Pasquale Torrente.

Negli ultimi mesi il mondo intero è stato stravolto dalla pandemia da Covid-19, ma oggi le attività stanno iniziando a ripartire con cautela affrontando anche la sfida dei cambiamenti che l’emergenza stessa ha generato.

L’idea dello chef Torrente è quella di utilizzare opere d’arte proprio per realizzare quel distanziamento sociale oggi è previsto all’interno del suo ristorante. Il distanziamento che oggi siamo obbligati a rispettare non deve però far dimenticare l’importanza delle relazioni sociali, della condivisione del tempo e della integrazione. Utilizzare, dunque, proprio delle opere d’arte per realizzare il distanziamento sociale necessario sta a simboleggiare il potere dell’arte, che solitamente rappresenta un legante ma che qui viene provocatoriamente usata come mezzo di distanziamento.

L’amicizia che lega Pasquale Torrente alla Fondazione Made in Cloister ed al progetto Social Tables, con l’associazione Food for Soul dello chef  Massimo Bottura, ha fatto sì che una “rappresentanza” dei migranti che compongono l’opera Monumenti si sia “spostata” dal Chiostro di S. Caterina a Napoli al suo Chiostro di S. Francesco a Cetara (Amalfi).

Le sculture in cartapesta riproducono i migranti incontrati dall’artista Liu Jianhua a Porta Capuana e sono realizzate a grandezza naturale dall’artigiano Carlo Nappi, esperto della tradizionale lavorazione della cartapesta che accomuna il territorio campano alla Cina.

Le sculture poggiano su piedistalli interamente ricoperti di piastrelle in ceramica di Vietri con 92 sfumature di colori, realizzate a mano dagli artigiani dell’azienda Ceramica Francesco De Maio.

L’installazione è completata da fiori di porcellana bianca di Capodimonte la cui delicatezza evoca la fragilità della vita e 8 dei migranti. I campioni sono stati realizzati dall’artista nella bottega dell’artigiano Pasquale De Palma e prodotti poi dagli studenti e dai maestri ceramisti dell’Istituto ad Indirizzo Raro della Ceramica e della Porcellana Caselli – De Sanctis, continuatori della tradizione artigianale della Real Fabbrica della Porcellana di Capodimonte.

Un’opera complessa che parla decisamente al presente, in cui convergono saperi e tradizioni artigiane che uniscono mondi e culture, proprio come i migranti che ne sono protagonisti. Uno sguardo che è insieme politico ed intimo, che ci ricorda le priorità ed inverte le gerarchie.

LA FONDAZIONE MADE IN CLOISTER

Lo spazio dell’ex-Chiostro della Chiesa di S. Caterina a Formiello, affidato alla Fondazione Made in Cloister nell’ambito di un articolato progetto di rinascita e rigenerazione dell’area di Porta Capuana, è stato inaugurato nel Maggio 2016 – dopo un lungo lavoro di recupero e restauro – con la grande mostra di Laurie Anderson, The Withness of the Body. Da allora ogni anno la Fondazione invita un artista internazionale arealizzare un’opera site specific in grado di dialogarecon lo spazio, con il quartiere e con le tecnicheartigianali locali. Mission della Fondazione è infatti la creazione di un progetto culturale che rilanci le tradizioni artigianali rinnovandole con spirito contemporaneo grazie alla collaborazione di artisti e designer.

Dal 2018 ospita il progetto Social Tables Made in Cloister, lanciato in collaborazione con l’associazione Food for Soul dello Chef Massimo Bottura. Una mensa sociale che vede ogni lunedi chef della Campania utilizzare il surplus alimentare donato dal Gruppo Carrefour per cucinare pasti per una comunità di circa 50 persone (prevalentemente migranti) in difficoltà dell’area di Porta Capuana.

AL CONVENTO

Per Pasquale Cetara è il centro di gravità. La sua cucina si fonda sui migliori prodotti del territorio, a partire dalla colatura di alici, e dal pesce del tirreno, dalla pasta e dall’olio. La famiglia Torrente si occupa questo luogo dagli anni 60, quando i nonni Gilda e Gaetano lo hanno prima occupato come sala da gioco, per poi essere bar, gelateria e trattoria pizzeria. Un percorso ha seguito l’evoluzione della famiglia fino a quando Pasquale è entrato ufficialmente negli anni 80 sviluppando sempre di più un approccio qualitativo.

Poi negli anni è arrivata la cuopperia sul mare e la collaborazione con Eataly che ha portato questa idea di cucina in giro per il mondo: Dubai Istanbul, New York, Torino, Roma, Bologna… Questi progetti sono stati resi possibili dall’arrivo dell’ultima generazione, Gaetano che ha seguito insieme al padre lo sviluppo di queste piccole ambasciate. Ma il loro cuore è e rimane qui, a Cetara dove ha casa la loro famiglia.

Cetara. Ristorante "Al Convento" di Pasquale Torrente: opere d'arte come distanziamento

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