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Cava de’ Tirreni, le forze dell’ordine setacciano la movida

Piazza Abbro, Piazza San Francesco, Corso Umberto I e Borgo Scacciaventi: il perimetro della movida di Cava de’ Tirreni, passato al setaccio dai carabinieri della Tenenza Locale, con il supporto degli agenti della polizia municipale, per scovare i trasgressori delle norme anticovid 19. Il primo weekend della cosiddetta fase 2 aveva consegnato un’immagine dei cavesi e della movida metelliana a tinte chiaro-scure, con diversi assembramenti nelle piazze cittadine e scarso uso della mascherina. Immediata la reazione del sindaco Vincenzo Servalli e dell’assessore alla sicurezza, che avevano annunciato controlli serrati. E così è stato. Ieri sera il tenente Vincenzo Pessolano ha predisposto, con l’ausilio dei vigili urbani (diretti dal vicecomandante Giuseppe Ferrara), una serie di servizi di controllo. Gli accertamenti si sono concentrati nelle zone della cosiddetta movida e cioè Piazza Abbro, Piazza San Francesco, Corso Umberto I e Borgo Scacciaventi. Sono stati circa venti i soggetti sanzionati per il mancato uso della mascherina. Multe anche per due esercizi commerciali che non hanno rispettato le disposizioni sul distanziamento. E non solo perché in alcuni casi i militari si sarebbero limitati a redarguire i proprietari dei locali commerciali, invitando ad applicare le misure anticovid. Naturalmente, nei casi in cui non si erano già consumate le infrazioni. Stando alle prime ricostruzioni, ci sarebbero stati anche alcuni assembramenti, prontamente ammoniti. Gli accertamenti sono proseguiti per tutta la serata. Si tratta di un primo provvisorio bilancio delle attività, improntate a una corretta applicazione del decreto governativo e regionale.

Servalli ha più volte invitato i cittadini cavesi a rispettare le disposizioni, in particolare l’uso della mascherina ed evitare gli assembramenti. Lo stesso assessore Giovanni Del Vecchio, nel ribadire la sua vicinanza e sostegno ai commercianti e ristoratori, ha annunciato tolleranza zero per i trasgressori. Da parte loro i gestori dei locali hanno voluto precisare che gli assembramenti in strada non sono certo movida o meglio non rientrano nelle attività che gestiscono e di cui sono responsabili. «Noi siamo i primi a voler rispettare le norme per poter riprendere le nostre attività in sicurezza senza il rischio di dover richiudere».

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