Amalfi, ex Seminario: il Consiglio di Stato da ragione a Savarese. Fermate le demolizioni

La questione dell’ex Seminario di Amalfi torna alla ribalta, con le attività di demolizione del comune fermate dalla sentenza del Consiglio di Stato. Secondo quanto riportato sull’edizione odierna de La Città di Salerno, in un articolo a firma di Salvatore Serio, la sesta sezione ha accolto in maniera parziale il ricorso presentato dall’imprenditore Luigi Savarese.

Il fabbricato, precedentemente adibito ad uso scolastico, fu rilasciato dalla Provincia di Salerno nel lontano 2008: all’epoca si attendeva la ristrutturazione dell’edificio, in modo che potesse nuovamente ospitare al suo interno le classi. Nel settembre del 2012 Provincia di Salerno e Curia stipularono un accordo di pre locazione per trasferire il Turistico “Flavio Gioia”.

Dopo i lavori di ristrutturazione, conclusi nel 2016, succede qualcosa: la Provincia decide di non rispettare il contratto stabilito in precedenza con la curia, evento che scatenò addirittura le proteste degli alunni. Non ci fu verso di adibire la struttura a plesso scolastico, infatti fallirono tutti i tentativi di recupero negli incontri tra l’allora presidente della Provincia Giuseppe Canfora e l’arcivescovo monsignor Orazio Soricelli.

Nell’estate 2017, la Curia optò per la trasformazione della struttura in una casa di accoglienza per i fedeli, trovando un accordo con Luigi Savarese. I lavori eseguiti dall’imprenditore di Sorrento fourono interrotti nel febbraio del 2018, dopo che l’ufficio tecnico comunale chiese delle verifiche sull’eventuale cambio di
destinazione della struttura.

Il Tar espresse proprio parere, indicando che c’erano gli estremi del cambio di destinazione, considerando che la conversione in casa religiosa di ospitalità, va considerata nell’ambito della categoria turistico-ricettiva. Savarese però ha presentato ricorso tramite un suo legale in Consiglio di Stato, sede in cui si è visto accogliere l’istanza presentata, ottenendo che il comune fosse inibito da attività demolitorie.

Commenti

Translate »