Ad Ariano Irpino, ex “zona rossa” della Campania, uno screening volontario ad ampia scala rivela ben 60 positivi occulti.

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La cittadina cosiddetta del “Tricolle”, dopo essere uscita dall’incubo di “zona rossa” lo scorso 23 aprile, finalmente potrà tornare definitivamente “libera” dal Covid-19, grazie ad uno screening di massa senza precedenti in Campania.

Ad Ariano Irpino, laboriosa cittadina in provincia di Avellino infatti, proprio in questi giorni, si è concluso lo studio più esteso di screening sierologico, mai realizzato in Italia.

Nel comune irpino è stato effettuato un innovativo approccio epidemiologico molecolare, con dosaggio di anticorpi (IgA, IgM, IgG), unico nel suo genere a livello nazionale, anche per l’elevato numero di campioni esaminati, ben 13.444 su una popolazione di 17.823 residenti.

Dalla valutazione sono emersi 650 risultati positivi agli anticorpi, pari al 4.83% della popolazione campionata.

Di questi, sono risultati positivi al tampone naso-faringeo 60 cittadini (il 9.2% dei testati), pari allo 0.44% sul totale della popolazione campionata e che vanno ad aggiungersi agli oltre 200, trovati nei due mesi scorsi.

Le positività al tampone, sono caratterizzate perlopiù da una bassa carica virale tuttavia, in via precauzionale, queste persone sono in isolamento e come da protocollo, saranno monitorati i relativi contatti, al fine di spegnere per sempre, il persistente focolaio, garantire la salute e la serenità di vita per la comunità.

Il Governatore De Luca ha ringraziato «per il grandissimo senso di responsabilità dimostrato da tutti i cittadini di Ariano che hanno dato prova davvero di grande spirito civico», ricordando anche che pari disponibilità non si è verificata in altre aree d’Italia, e che il plasma ricavato da questi test potrà tornare utile per la cura di altri malati in forma grave.

Occorre tener presente che i 60 positivi, rivelati da questo particolare esperimento, non sono stati conteggiati nella stima quotidiana delle positività regionali, poiché il comune di Ariano, è considerato a sé stante, in quanto zona rossa.

Questa esperienza però, deve indurre tutti, soprattutto le categorie più a rischio, a non abbassare la guardia nonostante i numeri del contagio appaiano contenuti.

È ormai chiaro che tra noi, c’è ancora una quota di soggetti positivi che, seppur a basso grado di viralità, non si può escludere del tutto che possano anche contagiare i soggetti più vulnerabili.

Ciò deve indurre a mettere in atto ovunque, in tutta la regione ogni possibile soluzione di protezione e di controllo, seppur compatibilmente con una ragionevole ripresa delle attività produttive e commerciali, indispensabile a scongiurare una disastrosa crisi economica.

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