Le rubriche di Positano News - CulturaNews di Maurizio Vitiello

Intervista alla brava cantante Francesca Curti Giardina, a cura di Maurizio Vitiello. foto

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    Intervista di Maurizio Vitiello – Risponde la brava cantante Francesca Curti Giardina, che con grazia è entrata nel campo della musica partenopea.

    D – Puoi segnalare ai nostri lettori il tuo percorso di studi?
    R – Con piacere, mi sono laureata in Lettere Moderne all’ Università degli studi di Napoli Federico II, poi ho deciso di diventare Musicoterapista diplomandomi all’Istituto Meme di Modena e ora sono alla tesi in Musica da Camera al Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli.

    D – Puoi raccontarmi i tuoi iniziali desideri e i tuoi sogni?
    R –Il desiderio più grande era e continua a essere quello di cantare, seguendo la voglia di esibirmi, che accomuna tutti gli artisti, ma anche di donare agli altri tutto l’amore che ho per la musica e le Persone, senza retorica.

    D – Quando è iniziata la voglia di entrare nel mondo dello spettacolo?
    R – Ricordo all’età di 20 anni.

    D – Puoi precisare, cronologicamente, i temi e i motivi dei tuoi interventi in tv?
    R – La tv è stata di passaggio. Nel 2011 ho cantato in diretta su RAI 1 accompagnata dall’orchestra del Maestro Stefano Caprioli. Una grande esperienza formativa.

    D – Ora ti stai interessando di …?
    R – Principalmente di completare la mia tesi in Musica da Camera al San Pietro a Majella

    D – Ora, puoi motivare il percorso di gestazione del tuo ultimo contributo in FB?
    R – Il percorso è nato e continua a Esserci per condividere la bellezza e l’apporto di benessere che la Musica porta, in un momento di grandi difficoltà. Da non sottovalutare le difficoltà psicologiche ed emotive.

    D – Quali piste di maestri dello spettacolo hai seguito?
    R – I maestri sono stati tanti come anche le piste. Sicuramente il mondo classico è stato la base del mio palazzo.

    D – Pensi di avere una visibilità congrua?
    R – Diciamo che cresce.

    D – Quanti “addetti ai lavori” ti seguono?
    R – Ad oggi, sono abbastanza, ma ancora pochi. Aumenteranno.

    D – Puoi indicare in una scheda analitica le motivazioni sostanziali del tuo prossimo intervento nella futura stagione artistica?
    R – il 3 maggio 2020 saremmo dovuti andare in scena alla Domus Ars di Napoli io e Mario Maglione, accompagnati da bravissimi musicisti che desidero nominare: Andrea Bonetti per la fisarmonica e Dario di Pietro e Michele Cordova per la chitarra. Il progetto si fonda sull’unione di due repertori della tradizione musicale partenopea, quello del Maestro Maglione e il mio e nell’unione, poi, delle due voci in emozionanti duetti.

    D – Quali linee operative pensi di tracciare nell’immediato futuro?
    R – I progetti sono diversi, ma tutti ancora da concretizzare, soprattutto, perché non sappiamo bene come la situazione evolverà, ma io non mi fermo, questo è sicuro e la creatività, la voglia di fare, che di natura mi appartengono, in questi giorni duri, sono aumentate,

    D – Pensi che sia difficile riuscire a comunicare dalla sponda dello spettacolo?
    R – In generale, e non solo oggi, si, perché l’ arte e di conseguenza lo spettacolo in Italia non sono giustamente considerati.

    D – I “social” ti appoggiano?
    R – Per l’uso che scelgo di farne sì.

    D – Con chi lavoreresti a uno spettacolo, e perché?
    R – Con Carlo Faiello. Ritengo sia un vero Artista.

    D – Pensi che sia giusto avvicinare i giovani e presentare passi di comunicazione sotto varie fasce in ambito scolastico?
    R – Certo che sì, la Musica è veicolo potente di comunicazione.

    D – Idee future da mettere in scena, tra tv e cinema?
    R – La tv e il cinema al momento non destano la mia grande attenzione. Il teatro si.

    D – Napoli, di solito, è sempre in scena, nel bene e nel male. Quale canzone del passato potrebbe delinearla meglio e quale canzone di quest’ultimo periodo potrebbe raccontarla al top?
    R – “Palomma ‘e notte”, perché nella metafora scelta dal poeta Di Giacomo della falena che rimane intrappolata intorno alla fonte di calore (una donna innamorata di un uomo molto più grande di lui e per giunta impegnato) rivedo l’Anima di noi napoletani. Per noi è troppo difficile rinunciare alla libertà e rimanere intrappolati.

    D – Napoli come la definiresti con tre aggettivi?
    R – Teatrale, accogliente, confusionaria.

    D- L’Italia è la patria della lirica. Perché i giovani non la seguono?
    R – Perché dovrebbe essere loro raccontata e spiegata in primis maggiormente e poi senza appesantirla. Io non ne sono una grande conoscitrice ma ne parlerei loro in forma di favola/racconto.

    D – Ti senti “cittadina del mondo”?
    R – Domanda difficile … sento di rispondere, a volte si e a volte no.

    Fotografie a corredo:
    Foto Giancarlo de Luca – Francesca Curti Giardina
    Foto Valeria Sorbino – Francesca Curti Giardina

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