Sport. Riprendere lo sport? Le opinioni hanno diverse voci.

In questi mesi si è molto discusso circa la possibilità della ripresa dello sport e soprattutto della modalità con cui lo si potrebbe fare. Tantissime e divergenti le opinioni delle leghe, dei presidenti, degli allenatori, dei giocatori e dei medici: idee discordanti ma tutte con delle rispettabili ragioni. Qualche decisione definitiva in merito è già stata presa, come per esempio la sospensione dei campionati di basket, della pallavolo e delle serie giovanili del calcio ma si continua a discutere quotidianamente della ripartenza delle serie “importanti”, quelle attorno alle quali ci sono degli interessi economici non indifferenti. Il virologo Tarro, per esempio, è certo che lo sport, anche quello di squadra, potrebbe riprendere anche oggi, perché il virus, per diffondersi, avrebbe bisogno di spazi chiusi e verrebbe invece sconfitto dal sole. Di parere del tutto differente è Silvio Berlusconi che ha affermato: “Sono un uomo di sport e quindi non sarò io a sottovalutare il valore del calcio, però adesso mi sento di dire che calcio non è un’urgenza.  Meglio riparlarne dopo l’estate. Non credo che riaprire il campionato sia una soluzione, giocare a porte chiuse è triste e comunque c’è il contatto fisico dei giocatori”.  C’è poi la voce dei protagonisti, gli “eroi” che dovrebbero scendere in campo, quelli che sarebbero a rischio in prima persona nel caso di una decisione sbagliata. Questa voce, quasi all’unanimità esprime una gran voglia di tornare a giocare ma solo se i rischi del contagio dovessero scendere verso lo 0%.

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