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Sant’Agnello. La processione virtuale del Giovedì Santo.

La sera del Giovedì Santo a Sant’Agnello è da più di un secolo la serata dei Giuseppini! Ancor più di una semplice processione, si tratta di un momento di aggregazione di un’intera cittadinanza che partecipa, attivamente o semplicemente da spettatore, all’unanimità. Quest’anno, per la prima volta in assoluto, c’è stata l’interruzione obbligata di questa tradizione: una menomazione che sta causando una grande tristezza nel cuore di chi, in questo giorno si starebbe già preparando ad indossare la veste o a mettere i lumini fuori al balcone. Tutto ciò non ci sarà, ma per ovviare a questa mancanza, stasera alle 20:15 sarà possibile collegarsi sulla pagina facebook della Confraternita di San Giuseppe per assistere ad un video fotografico della processione degli ultimi anni. Allo stesso orario, si potranno inoltre ascoltare i suoni della processione dalle finestre. L’audio verrà riproposto alle ore 23:00 (orario simbolico di rientro della processione). Di seguito le parole del priore giuseppino, Nello Prudente: “Una folla emozionata ed impaziente in un silenzio assordante. Ogni singolo partecipante concentrato sul percorso di Penitenza che sta per iniziare. Un percorso che quest’anno, per un disegno a noi ignoto, non si è potuto condividere come in passato. Il senso della Passione e della Penitenza, però, non è venuto meno, anzi è ancora più forte…lo sentiamo nei nostri cuori, uniti in un abbraccio, purtroppo, solo virtuale…siamo tutti lì nella nostra Chiesa, spiritualmente vicini e stiamo percorrendo un cammino ancora più sacrificato, fatto di rinunce profonde e indimenticabili. Questa immagine è la metafora perfetta di quello che stiamo vivendo nei nostri cuori in questi giorni: tutti stretti, uniti nell’indescrivibile emozione dell’attesa, ognuno coperto dal proprio scapolare anche per nascondere le copiose lacrime, ognuno con il suo Martirio stretto in mano, con la sua fiaccola, il suo lampione o la sua crocetta. Mentre i cori aspettano il segnale per liberare la voce da quel nodo in gola, per cantare a tutti “Mira quel dolce volto” o per chiedere perdono con le parole del Miserere. Tutti intorno al Cristo a fare scudo come un immenso Getsemani. Tutti pronti che aspettano solo l’apertura di quella Porta, con l’impazienza che questo silenzio venga squarciato dal ritmato ed inesorabile suono dei tamburi, segnale che si è aperta la Porta e finalmente possiamo uscire e intraprendere quel percorso di raccoglimento e purificazione. Ecco, l’apertura della Porta della Chiesa rappresenta ciò che stiamo aspettando, il ritorno all’abbraccio fraterno, in Cristo, quella innata necessità di sfioraci, di guardarci negli occhi senza paura l’uno dell’altro. La lontananza cui siamo costretti sembra dividerci, ma il sentimento cristiano di appartenenza si rafforza e ci unisce e presto, molto presto….quella Porta si aprirà!”.

 

 

 

 

 

 

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