Positano. 100 famiglie chiedono i buoni spesa per il Covid . De Lucia “Dato preoccupante, l’assistente sociale farà un vaglio. Ma la situazione per i lavoratori è difficile”

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Positano, Costiera amalfitana. Si sono sforate le 100 richieste per i buoni spesa per il Coronavirus Covid-19 nella cittadina della Costa d’ Amalfi. Uno dei paesi considerati uno dei più ricchi della Campania , grazie al turismo che quest’anno non ci sarà, se non forse in minima parte a fine estate. Ora in ginocchio sono molti lavoratori, quasi tutto il paese si regge sul turismo e gli altri , come il comparto edile e dei servizi, vi è legato indirettamente. Una situazione difficile. “E’ un dato preoccupante – dice il sindaco Michele De Lucia a Positanonews -, ci confronteremo con l’assistente sociale che eventualmente farà un vaglio, ma valuteremo e decideremo lunedì. Intanto come ho già detto i comuni virtuosi saranno messi in ginocchio, non avremo sufficienti entrate, e non solo per la tassa di soggiorno azzerata, per tutti gli altri introiti per chi il Governo deve prendere assolutamente provvedimenti”.

Quattrocento milioni di euro erogati direttamente ai comuni italiani per finanziare aiuti alimentari alle famiglie in difficoltà. Per combattere l’allarme povertà, arrivano i buoni spesa. Nei giorni in cui il coronavirus mostra l’altra faccia dell’emergenza, con le disuguaglianze sociali che si allargano, il governo prova a correre ai ripari. Già il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, aveva lanciato l’allarme, esternando le sue “preoccupazioni” sul fatto che la crescità di condizioni di disagio per i cittadini potessero diventare “rabbia e odio” nelle aree “fragili”. Per questo “il bilancio pubblico”, diceva sempre Provenzano, deve prendersi cura di tutto il “tessuto sociale” e “lo deve fare adesso” con “misure universali e immediate di sostegno”.

“Più soldi dove c’è più povertà” – Misure che conciano ad arrivare, seppur tra mille difficoltà. Sabato sera il premier Giuseppe Conte ha annunciato l’anticipo del fondo di solidarietà da 4,3 miliardi per i comuni, che doveva essere erogato a maggio, con un aumento di 400 milioni che serviranno proprio per i buoni alimentari alle famiglie in difficoltà economiche. Gli aiuti, previsti da una ordinanza della Protezione civile e quindi non soggetti a controlli della Corte dei conti, saranno distribuiti agli 8mila comuni italiani, con una divisione per numero abitanti e indice di povertà. L’80% del totale, 320 milioni, viene ripartito tra le amministrazioni in base alla popolazione, mentre il 20%, 80 milioni, viene distribuito in base alla differenza tra il reddito pro capite e il reddito medio nazionale. “Questa emergenza ha modificato le nostre priorità di noi sindaci. Ci stanno arrivando centinaia di richieste da famiglie che vivono un momento di difficoltà. È un provvedimento a zero burocrazia e permetterà di dare una risposta immediata dai servizi sociali per quelle persone che non possono accedere ai beni essenziali. Questi soldi li distribuiremo in base alla popolazione e all’indice di povertà”, dice al Corriere della Sera Antonio Decaro, sindaco di Bari e presidente dell’Associazione comuni italiani.

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Come funzionano i fondi – Ma in che modo verranno riconosciuti i buoni spesa? Come si fa ad accedere agli aiuti? L’ordinanza firmata dal capo della protezione civile Angelo Borrelli, prevede che i Comuni possano distribuire i 400 milioni stanziati dal governo per l’acquisto di buoni spesa o per comprare e distribuire direttamente generi alimentari e prodotti di prima necessità. Nel testo non viene specificato l’importo dei buoni spesa. L’ufficio dei servizi sociali di ciascun Comune individua la platea dei beneficiari: viene data priorità a chi non sia già destinatario di altro sostegno pubblico (come il reddito di cittadinanza). Mentre per l’acquisto e la distribuzione dei beni ci si può avvalere di enti del terzo settore. O Comuni possono anche destinare all’acquisto di generi alimentari i fondi derivanti da eventuali donazioni, che possono confluire su conti correnti bancari appositamente aperti.

Il decreto che anticipa i fondi ai comuni – Il decreto del presidente del consiglio sull’anticipo dei fondi di solidarietà ai comuni prevede che lo stesso fondo per l’anno 2020 sia di 6.199.513.364,88, integrato di 332.031.465 milioni “derivanti dall’ulteriore quota dell’Imu di spettanza dei comuni”: in totale oltre 6,5 miliardi. Il dpcm firmato da Conte, dai ministri dell’Economia e dell’Interno prevede inoltre che i fondi ai Comuni siano erogati “in due rate entro i mesi di maggio e ottobre 2020, di cui la prima pari al 66%, comunque nei limiti della disponibilità di cassa”, pari dunque a circa 4,3 miliardi come annunciato dal governo. Il decreto è stato registrato dala Corte dei Conti ieri sera. Non è invece soggetta a controllo preventivo della Corte, viene riferito, l’ordinanza della Protezione Civile per la destinazione dei 400 milioni di aiuti alimentari.

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