Piano di Sorrento. Il ricordo di questo Venerdì Santo notte della Confraternita della Purificazione di Maria Santissima di Mortora

Piano di Sorrento. In questo Venerdì Santo diverso dagli altri ci piace condividere il ricordo pubblicato dalla Confraternita della Purificazione di Maria Santissima di Mortora che ci parla della notte del Venerdì Santo appena trascorsa.

…Mi capitava spesso, da piccolo, nei lunghi inverni trascorsi accanto al braciere con la nonna, mentre il mondo intorno correva nella frenesia degli impegni altrui, ascoltare i bei racconti che la mia vecchia ava mi sussurrava con una dolcezza unica e con una capacità narrativa veramente speciale. Avanti a me si apriva un mondo fantastico, anche se la nonna era solito raccontarmi storie vere, che riportavano le vicende dei suoi giorni passati, dei giorni della sua infanzia, dei giorni di una guerra impietosa, di giorni di sacrifici e di ristrettezze economiche, di giorni vissuti con serenità grazie al dono di una piccola bambola di pezza o di una buona fetta di pane casareccio con un filo di olio paesano.
Quasi sempre, mentre ascoltavo con interesse questi racconti, chiudevo gli occhi e come in un’alchimia del mio animo fanciullo, mi ritrovavo accanto alla nonna, bambina, giovincella o adulta, a vivere le sue interessanti vicende… quasi un miracolo d’amore che mi catapultava in una realtà concreta che mi offriva sensazioni e sentimenti da farne tesoro e farli rimanere impressi così nel cuore.

Quest’anno anche noi della Confraternita della Purificazione di Maria Santissima vogliamo raccontarvi, ricordare, portarvi sul cuore pagine di storia vissute nei nostri Venerdì Santo con forza e convinzione. Una storia che è sempre la stessa, ma che di anno in anno si è arricchita di volti, di sfumature, di segni, di sacrifici, di soddisfazione, di partecipazione, di significato, di senso e di fede. Vogliamo entrare nelle vostre case e raccontarvi con parole, musica ed armonie conosciute l’alba di questo Venerdì Santo. Come se il nostro Priore quest’anno, scrutando il desiderio di tanti di voler vivere, nonostante tutto, questi giorni di passione anche con la bella esperienza del cammino degli Incappucciati Bianchi, incominciasse a raccontare la nostra Processione.
Solo un racconto, perché la pandemia ed il rispetto assoluto per le norme di sicurezza da rispettare per il bene nostro e quello di tutti, non ci permettono di indossare sacco e cappuccio bianchi e metterci in fila e portare per le nostre vie, accanto alla nostre case tutta la devozione e la pietas per il dolore indicibile che la Madre Addolorata ha per il Figlio condannato ad una morte infame. Ed allora chiuderemo anche noi gli occhi come se fossimo bambini desiderosi di apprendere e di entrare in questa bella storia di processione raccontata e, come d’incanto, ecco comparire per le nostre viuzze gli amati incappucciati con i segni ed i misteri di una Storia d’Amore e di Passione. Ascolteremo questa storia raccontata anche in musica e ci ritroveremo sotto casa i cori ed i canti struggenti di questo giorno.
Il racconto ci prenderà e noi, ancora ad occhi chiusi, incantati e presi da questo narrare, che nell’aria porta il canto del Miserere o le voci femminili del “Figlio mio”, vibreremo della stessa commozione che ci prende ogni anno e, con un pensiero rivolto al Cielo, ci segneremo ancora con il segno della Croce, vedendo passare la lignea statua della Vergine Addolorata che piange una Maternità ferita.
Nell’aria del mattino di quest’alba attesa, per i nostri ambiti parrocchiali, si effonderà questo racconto da ascoltare dalle nostre case, ad occhi chiusi quindi, perché solo così potremo entrare nelle pieghe del narrato e vivere ancora, con la tenerezza dei bambini e la consapevolezza di una fede adulta, il significato dei nostri riti della settimana santa.
Apriremo le nostre finestre, sembrerà di affacciarci ai nostri balconi quando il racconto si annunzierà nell’aria fresca del mattino con il suono dei tamburi ed allora per rendere il tutto significativo e reale accenderemo realmente un cero ai nostri davanzali per manifestare la nostra partecipazione alle vicende di questo Venerdì Santo del 2020, in segno di preghiera, come testimonianza di speranza.

Diventare bambini spesso ci arricchisce e ci rivela i segreti che gli adulti non riescono a leggere nelle vicende del tempo, che è sempre dono di Dio.

 

Commenti

Translate »