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Piano di Sorrento. Domenica della Palme, il ricordo del Prof. Ciro Ferrigno: “Rino e le palme di confetti”

Piano di Sorrento. In questa Domenica delle Palme riportiamo il racconto del Prof. Ciro Ferrigno sulla tradizione delle palme di confetti.

Lasciate alle spalle le struggenti nenie pastorali del periodo natalizio e l’allegro suono di tammorre e putipù del Carnevale, arriva il tempo che prelude alla Pasqua, con i primi tepori primaverili e l’ansia dei preparativi. Era allora che Rino Pollio, attraversato il breve tratto di strada, raggiungeva, sull’altro lato del Corso Italia, il negozio de La Cartaria. Filomena e Anna lo aspettavano e, conoscendo le sue abitudini, aprivano sul grande banco tutte le scatole contenenti l’occorrente per confezionare le palme di confetti. La scelta era lunga e minuziosa: fiori di seta e minuscoli fiorellini di corallini, nastrini di seta colorati, veli per i sottomazzi, carta velina e ferro filato. Rino, da sempre di gusti raffinati e amante del bello, sceglieva con cura maniacale gli abbinamenti tra confetti, fiori, nastri e veli, spesso ricorrendo al parere di Filomena ed Anna.
In quei giorni la boutique “Elite Donna” si trasformava in un giardino fiorito, profumato di zucchero dei confetti, rigorosamente di Sulmona, penetrati dal ferro filato incandescente. Nel retrobottega Rino conservava tutto l’armamentario necessario per il confezionamento delle palme. Sacchetti di confetti d’ogni colore, candele per arroventare i fili di ferro filato il materiale acquistato alla Cartaria e tante cose che a suo parere potevano servire per rendere uniche le creazioni. Tante volte, in giro per l’Italia acquistava pietruzze, corallini, fiorellini di carta e pietre usate nell’industria della bigiotteria.
Una dopo l’altra le palme prendevano forma e vita, dalle sue mani esperte e laboriose; creazioni luccicanti, profumate, vere e proprie composizioni nel negozio di un fioraio. In vetrina, tra giacche e camice, pantaloni e gonne, maglie e tailleurs le palme occhieggiavano radiose, calamitando gli sguardi e l’attenzione dei passanti e tanti finivano per acquistarne, così che Rino era continuamente a lavoro per sostituire quelle vendute e per soddisfare le richieste di altre palme.
Quando mi capitava di passare per la boutique, mi chiedeva se volessi vedere le ultime novità, ben sapendo di farmi cosa gradita. Tirava fuori con delicatezza delle scatole, metteva via il coperchio e mi mostrava le ultime opere, spesso veri e propri oggetti d’arte, di indicibile armonia e finezza.
In gran segreto poi, mi mostrava quelle che aveva nascoste, perché destinate alle donne della famiglia. La più bella per la piccola Martina, una esuberante di colori per Fabiana, un’altra fine e delicata per Rita e poi ancora per Tonia e per Marilisa. Ma spesso quella per Martina cambiava… se gli capitava di farne una più bella, subito si affrettava a sostituirla…
A pochi giorni dalla domenica delle Palme apriva una scatola e mi porgeva un rametto di ulivi di confetti verdi e neri, un autentico capolavoro: “Tieni, questo è per te!”.
Bruchi e farfalline, insetti e microscopici animaletti, potrete pure mangiare poco alla volta le palme che ancora tutti noi conserviamo con affetto. Ma il ricordo no, quello è pietra dura e non svanisce; lo teniamo per sempre intatto nel cuore!

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