Oggi la Chiesa festeggia San Vincenzo e la Domenica delle Palme

Vincenzo Ferreri (Vicent Ferrer in Valenciano), appartenente ai Domenicani, proclamato santo da Papa Callisto III°, riconosciuto ed acclamato predicatore . Mori a Vannes, il 5 aprile del 1419, dove sono custodite, nella cattedrale di san Pietro, le sue spoglie mortali. La sua canon izzazione avvenne in santa Maria sopra Minerva a Roma.
Nel corso della sua frenetica attività di predicatore , appoggiata da diversi papa, sia della corrente di Avignone che di quella di Roma, scrisse il trattato teologico.-canonico DE MODERNO SCHISMATE – DE VITA SPIRITUALE – SERMONES
Il culto di san Vincenzo è molto presente in Spagna e Italia
A Napoli si festeggiava con processione alla Sanità e fuochi d’artificio; ma nel 1978 fu tutto abolito causa infiltrazione camorristica.
A Gesualdo di Avellino viene festeggiato ad agosto con la rappresentazione de “il volo dell’angelo”.
A FISCIANO di Salerno processione ad agosto con tre statue: san Vincenzo, sal Bernardino da Siena e sant’Antonio di Padova.
Patrono, tra le tante, di cittadine salernitane, quali Camerota, Sicignano degli alburni, Corsano di Tramonti, Fisciano, Scafati.
Festa onomastica del dott. Vincenzo del Pizzo, della farmacia dell ASL nocerina- del musicologo e poeta Enzo del Pizzo di Ravello – di Enzo di Marino, parroco di Passiano di Cava – di Vincenzo Falcone ‘o francese – di Enzo Maerrazzo dell’omopnia edico minorese – di Enzo Miccio con autoparco a Minori. del prof. Vincenzo Esposito dell’I.T.T. di Amalfi-Minori
In ricordo perenne di Enzo d’Auria, Ambrogio’s.

La Domenica delle Palme

Nella Domenica delle Palme la liturgia ricorda l’entrata trionfale di Gesù in Gerusalemme a dorso di un asino mentre tutta la folla stendeva mantelli a terra ed agitava palme. Si tratta del giorno nel quale si dà inizio alla Settimana Santa che terminerà con la resurrezione di Gesù, commemorata nella Domenica successiva, la Domenica di Pasqua. Con la Domenica delle Palme non termina la Quaresima, la quale, invece, terminerà il giovedì santo, giorno nel quale prende avvio il Triduo pasquale. La Domenica delle Palme è conosciuta anche come seconda Domenica di Passione, poiché nella Messa Tridentina, la Domenica di Passione si celebra una settimana prima.

Si tratta di una festività ricca di simbolismo e condivisa da cattolici, protestanti e ortodossi: la palma da sempre indica l’anno solare poiché produce una foglia ogni mese. La palma è anche simbolo di risurrezione poiché rinasce dalle proprie ceneri e per questo in greco è conosciuta, come “phoinix”, ovvero fenice mentre, nell’occidente cristiano, laddove non ci sono palme viene spesso sostituita dall’ulivo, simbolo dell’unzione di Gesù, o da rametti intrecciati con fiori, se non ci sono palme o ulivi, come nelle zone del nord Europa.

Momento introduttivo della liturgia della Domenica delle palme è la benedizione delle palme, o degli ulivi, e la successiva processione, che inizia fuori dalla chiesa e termina dentro la chiesa, a memoria, appunto, dell’ingresso glorioso di Gesù a Gerusalemme.

Nella liturgia cristiana il tono festoso della commemorazione rimane solamente per la processione introduttiva, mentre le Letture del giorno ripercorrono la passione di Gesù.

Lettura (Gv 12, 12-16)

Il giorno seguente, la grande folla che era venuta per la festa, udito che Gesù veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme e uscì incontro a lui gridando:

«Osanna!
Benedetto colui che viene nel nome del Signore,
il re d’Israele!».

Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:

Non temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
seduto su un puledro d’asina.

I suoi discepoli sul momento non compresero queste cose; ma, quando Gesù fu glorificato, si ricordarono che di lui erano state scritte queste cose e che a lui essi le avevano fatte.

PREGHIERA. O Divino Gesù, o Dio che Ti facesti uomo per noi, soffristi, amasti e moristi, noi Ti adoriamo, e Ti veneriamo soffrendo con Te il ciclo della Tua agonia. Così sia.

PRATICA. È tradizione da millenni che i rametti di palma o di ulivo benedetti vengano conservati dai fedeli e portati a casa, per essere usati sia come dono con le persone più care che non hanno potuto presenziare alla benedizione e processione delle palme, sia per benedire la casa e la tavola del pranzo pasquale, da parte del capofamiglia, intingendo il rametto stesso nell’acqua benedetta durante la veglia di Pasqua.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Positano News, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Translate »