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MIlano. L’artista napoletano Lucio Del Pezzo è scomparso il 12 aprile, a 86 anni.

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    Articolo di Maurizio Vitiello – L’artista Lucio Del Pezzo, nato a Napoli, è scomparso il 12 aprile, a 86 anni, a Milano.

    E’ scomparso il pittore e scultore Lucio Del Pezzo il 12 aprile 2020, a 86 anni, a Milano, città che l’aveva accolto, da tempo.
    Nelle sue pitture-oggetto e nei suoi assemblages, dovutamente progettati, è attivo il senso ludico dell’arte che si equilibra in relazioni cromatiche e formali.
    Fu tra i fondatori, a Napoli, del “Gruppo 58”, insieme a Luigi Castellano -detto Luca -, Guido Biasi, Bruno Di Bello, Sergio Fergola e Mario Persico.
    Ricordiamo che Bruno Di Bello, sperimentatore della fotografia e della luce, da noi conosciuto, a una rassegna a Benevento e più volte visto a Napoli e a Bologna, è scomparso a marzo del 2019; eravamo pronti a intervistarlo dopo esserci visti all’Arte Fiera di Bologna.
    Del Pezzo, che abbiamo visto più volte tra Napoli, Bologna e Milano e con cui abbiamo amabilmente conversato, è stato in contatto con gli esponenti del Movimento Nucleare di Milano, guidato da Enrico Baj, e con collettivi internazionali che, in quegli anni, provavano a modificare il linguaggio artistico, come Phases a Parigi, Spur a Monaco e Boa a Buenos Aires.
    Certamente, è stato tra gli animatori dell’arte italiana del secondo dopoguerra.
    E’ nato a Napoli, il 12 dicembre 1933, studiò da agrimensore, frequentò i corsi della Scuola libera di disegno di storia dell’arte del grande Mario Napoli.
    Studiò all’Accademia di Belle Arti di Napoli con Emilio Notte.
    Sua prima personale nel 1955, alla Galleria La Chiocciola di Padova con dipinti legati alla matrice espressionista nottiana.
    Ricercò un codice espressivo con assemblaggi e collages.
    Lea Vergine, nel 1959, scrisse, tra l’altro: “Articola i ferri saldati in un clima sospeso tra il reale e l’irreale: scaturisce da questi suoi strani arnesi una barbarica forza di suggestione.”
    Alla fine degli anni Cinquanta si avvicinò al Nuclearismo e firmò il Manifesto per un’Arte Nucleare, insieme a Enrico Baj, Mario Colucci e Mario Persico.
    Nel 1958 diede vita al “Gruppo 58” e animò la rivista Documento Sud.
    Dopo un anno a Matera, nel 1960 si trasferì a Milano.
    Accolse l’invito di Arturo Schwarz che gli chiese di portare su tutti i suoi quadri.
    Dopo fu a Parigi, visse nello studio di Max Ernst, ritornò a Milano alla fine degli anni ’70 ed espone allo Studio Marconi il ciclo “Paraphrases” e insegna inizia all’Accademia di Belle Arti, a Brera.
    Si è interessato di scenografia e ha realizzato, negli anni ’90, lavori per il Teatro Valli a Reggio Emilia e il Teatro Verdi a Parma.
    Su commissione dell’architetto Marco Zanuso, nel 1998, ha realizzato una grande pittura per Gian Franco Ferré, nella sede milanese.
    Nel 2000 ha disegnato per la nuova Metro di Napoli quattro grandi rilievi ceramici e una plastica in bronzo.
    All’Istituto Mathildenhohe a Darmstadt, nel 2000, ha presentato la prima grande antologica in Germania.
    Nel 1964 partecipò a “La Biennale di Venezia”, n cui furono presentati il New Dada e la Pop-Art; partecipò ancora nel 1966.
    Nome sicuro del mercato dell’arte, si mosso da protagonista accorto e sensibile.

    Maurizio Vitiello

    NB:
    Lucio-Del-Pezzo – Fonte ANDREAINGENITO contemporary art Milano-Napoli

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