LA RICERCA DEL DR. GAMBOTTO FAVORISCE I PRIMI TEST PER OTTENERE UN VACCINO A BREVE CONTRO IL COVID 19

LA RICERCA  AIUTA LA SPERANZA  

Un ricercatore italiano può dare la speranza al mondo intero. Infatti il dottor Gambotto ricercatore italiano della University of Pittsburgh School of Medicine, che ha riportato l’esito dei primi test sulla rivista E Biomedicine (Lancet). Ecco le sue prime parole i primi test sui topolini di un di un “vaccino-cerotto”, che rilascia il principio attivo nella pelle contro il coronavirus, potenzialmente semplice ed economico da produrre su vasta scala sono positivi Di conseguenza i topi vaccinati producono anticorpi specifici contro il virus”“ Il vaccino potrebbe entrare già entro un mese nei test clinici di fase I su individui. Tale vaccino che si chiamo “PittCoVacc”, è una specie di cerotto con 400 microaghi – che non entrano profondamente nella pelle e in 2-3 minuti si sciolgono, senza dolore e senza sanguinamento”, Essi rilasciano l’antigene che scatena la risposta immunitaria, la subunità “S1” della proteina virale “spike”.Esso ha una capacità elevata di protezione dal virus Sars CoV-2 è molto alta. Adesso bisogna neutralizzare il virus su cellule umane in provetta utilizzando degli anticorpi isolati dai topi vaccinati. I ricercatori di stanno sottoponendo il vaccino al vaglio dell’Fda e appena avranno avuto l’autorizzazione inizieranno la prima sperimentazione su pazienti entro un mese La possibilità che questo vaccino protegga dal virus è alta – aggiunge Gambotto – ora stiamo verificando la capacità di neutralizzare il virus su cellule umane in provetta usando gli anticorpi isolati dai topi vaccinati”. Gli autori e se riceveranno l’autorizzazione inizieranno la prima sperimentazione su pazienti al più presto entro un mese: “. “Speriamo di fare la fase I della sperimentazione in brevissimo tempo – ribadisce lo scienziato: un trial di 6-8 settimane fornirà le prime indicazioni di efficacia” continua il prof Gambotto I tempi, dunque, potrebbero non essere lunghi: “Se tra 2-3 mesi abbiamo dati sufficienti e la situazione rimane pandemica come ora, possiamo muoverci subito all’uso del vaccino – conclude

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