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Intervista alla Dott.ssa Maria Cristina Moruzzi, positanese, dirigente medico al dipartimento di ginecologia e ostetricia presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma video

Positano, Costiera amalfitana . Contattiamo via Skype la Dottoressa Maria Cristina Moruzzi per noi positanesi, dirigente medico al dipartimento di ginecologia e ostetricia presso il Policlinico Agostino Gemelli di Roma.

Non è stato semplice organizzare questa chiacchierata con la dottoressa, che raggiungiamo alle 22.30 di sera, dopo quello che doveva essere un “turno” in ospedale.

La intervistiamo per ascoltare chi, l’emergenza sanitaria dovuta al Coronavirus Covid-19 la sta vivendo in prima linea, nell’ospedale (lei lo definisce “una seconda casa”) al secondo posto in Italia, nella classifica Newsweek World’s best hospitals 2020.

Ai primi di marzo la struttura sanitaria, ci spiega la Dottoressa Moruzzi, si è mossa velocemente, convertendo in pochi giorni un intero padiglione per la gestione dei pazienti Covid-19: il Columbus.

Tale iniziativa ha permesso di avere 140 posti letto dedicati, di cui 60 di terapia intensiva per arginare, in primis, l’emergenza dovuta alla carenza di posti nelle rianimazioni.

Ma tutto ciò non è bastato a soddisfare l’enorme richiesta di posti per gli infetti dal Covid e anche nei reparti, attraverso percorsi e padiglioni dedicati, vengono ospitati i contaminati dal Coronavirus.

Tanto per avere qualche numero, in questo mese sono stati curati presso le strutture messe in campo dal Gemelli, 1.300 pazienti Covid-19, oltre 850 quelli dimessi, e ben 18.000 i tamponi eseguiti presso il laboratorio di Microbiologia e virologia.

Non facile per gli operatori sanitari ad ogni livello e grado, svolgere le mansioni ospedaliere, sia dal punto di vista pratico che umano e psicologico.

” Quasi un addestramento – ci dice la dottoressa, – per apprendere le procedure pratiche di vestizione e svestizione dai presidi”.

Dal punto di vista umano invece?

“Abbiamo  un continuo supporto dall’unità di psicologia clinica, sia per i pazienti e i loro familiari, che per il personale medico .  Non è facile somatizzare la preghiera del figlio di un paziente Covid, che ti chiede di riferire alla madre in rianimazione di essere stata un bravo genitore”  ci confessa nel fuori onda.

Ma il sistema sanitario italiano, qui come nel resto della penisola, appare all’altezza di questa sfida epocale. E le persone lungo tutto lo stivale sembrano esserne consapevoli.

In conclusione, le chiediamo di rispondere sinceramente ad una domanda che potrebbe apparire banale:  pensa che le sue radici positanesi abbiano dei risvolti nella sua professione di medico, ed eventualmente quali.

“Ogni persona è un divenuto, – ci risponde scomodando addirittura Hegel. – ogni persona si porta dietro ciò che è stato. Inevitabilmente deriviamo dalle nostre origini –  continua, – …vivere a Positano, mi ha portato il mare ed il sole negli occhi. L’esempio di solidarietà familiare e sociale che ho conosciuto lì, può dare qualcosa in più a chi non l’ha vissuto ” .

Grazie Dottoressa, grazie Maria Cristina.

 

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