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Emergenza sanitaria. WhatsApp e Telegram in crisi: l’alternativa si chiama Signal

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L’emergenza sanitaria che ha costretto milioni di persone in quarantena, ha causato non pochi danni anche al mondo dei social network e dell’Internet, che ha visto un aumento esponenziale degli utenti connessi per lo smart working. WhatsApp e Telegram, in particolare hanno subito gravi ripercussioni dovute all’uso eccessivo delle videochiamate che ha sovraccaricato i server di tutto il Mondo. A tal proposito, molti si sono chiesti come sostituire il servizio offerto da due colossi della comunicazione. L’alternativa si chiama Signal.

Disponibile sul Play Store dall’ormai lontano 2013, il servizio di cui vi parlavamo poco prima è Signal, e ce lo riporta Tecnoandroid. Nonostante quest’ultimo non sia riuscito ad emergere negli ultimi sette anni, pare che ad oggi sia finalmente arrivato il suo momento.

Nelle ultime settimane, infatti, Signal ha ottenuto centinaia di migliaia di feedback positivi che hanno spinto i produttori ad investire ulteriormente sul servizio. Nello specifico pare che gli utenti apprezzino fortemente la particolarità del codice Open Source. L’app, sviluppata ed aggiornata da Open Whisper Systems, ha recentemente conquistato anche la fiducia della Commissione, diventando quindi il principale mezzo di comunicazione fra i suoi membri.

Il successo che Signal ha ottenuto negli ultimi mesi, quindi, è principalmente dovuto alla possibilità di esaminare il codice, così da poter rafforzare la privacy e della crittografia end-to-end.

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