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Il dottor Stefano Manera: a Bergamo la maggior parte dei positivi al Covid19 aveva uno stato infiammatorio preesistente estremamente elevato.

Il dottor Stefano Manera, laureato in medicina e chirurgia, specialista in anestesia e rianimazione all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, ai microfoni di Massimo Mazzucco ha parlato dei momenti critici vissuti là, in quello che è stato ed in parte è ancora l’occhio del ciclone. Situazioni disperate e panico totale per l’arrivo dei tanti malati che alla fine non si sapeva più dove collocare: la zona rossa bergamasca era diventata un inferno. Manera, però, è certo che il peggio sia passato, che i positivi al Coronavirus possano essere curati anche a casa perché ora si hanno più nozioni di come affrontare il virus. Il medico ha anche aggiunto che una costante che ha riscontrato nei pazienti con cui ha avuto a che fare, è stata una forma fisica di base compromessa: “tutti avevano uno stato infiammatorio preesistente estremamente elevato: cioè la maggior parte era in sovrappeso o obesa,  piuttosto che ipertesa oppure con una tendenza al diabete mellito. Tutto ciò è dovuto all’inquinamento, ad una cattiva alimentazione , all’abuso di medicine…il Covid 19 deve esserci di insegnamento! Bisognerebbe fare una vera e propria campagna di prevenzione! La prevenzione è stata messa in secondo piano quando dovrebbe rivestire un ruolo di primaria importanza perché è l’unico modo che noi abbiamo per far si che la popolazione sia meno malata. La popolazione più sana, viene da sè, contrae meno patologie”.

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