Turismo in penisola sorrentina, un settore che non sembrava conoscere crisi

Alberghi e b&b chiusi, così come ristoranti e bar. Quello del turismo, e del suo indotto, è un comparto economico drammaticamente penalizzato dall’emergenza Covid-19. E la Costiera sorrentina è una delle zone più colpite d’Italia con i suoi 10mila posti letto solo negli hotel e all’incirca altrettanti nell’extralberghiero. Basti pensare che lo scorso anno si sono registrate circa due milioni e mezzo di presenze, mentre gli addetti sono tra gli otto e i novemila. Quest’anno si ritrova in ginocchio, con stime di un fatturato in calo almeno del 70 per cento. «Possiamo solo sperare che l’emergenza si risolva presto per tentare una ripresa nella seconda parte della stagione»: Costanzo Iaccarino, presidente di Federalberghi Campania e Penisola Sorrentina, per una volta mette da parte l’ottimismo. «Siamo consapevoli – chiarisce – che anche quando il nostro Paese sarà fuori dall’emergenza, ci saranno altre realtà con focolai ancora attivi e questo bloccherà i flussi dall’estero. Speriamo solo che il governo si attivi per la promozione del territorio tra i nostri connazionali». Ad approfondire la questione è Massimiliano D’Esposito, il Mattino.

IL LAVORO
Una crisi che inevitabilmente si ripercuote sui lavoratori. Migliaia di persone rimaste a casa che non sanno se e quando saranno assunte e, nel caso, per quanto tempo. Per loro il decreto «Cura Italia» ha previsto una indennità una tantum di 600 euro. Decisamente poca cosa per chi si trova costretto ad affrontare un lungo periodo di inattività. «Sarebbe stato preferibile – spiega Iaccarino – se il governo avesse prolungato la Naspi, riportandola alla stessa durata prevista dalla vecchia indennità di disoccupazione. In questo modo l’esecutivo avrebbe garantito una maggiore tranquillità a tutti i lavoratori stagionali del comparto». Ma il numero uno degli albergatori della Costiera boccia il decreto nel suo complesso quando afferma che «altrettanto insoddisfacenti sono le altre misure varate dal Consiglio dei ministri delle quali auspichiamo una rapida revisione, magari già con il prossimo decreto di aprile: chiediamo misure consistenti come il blocco dei mutui e il rinvio dei pagamenti di imposte e tasse».
Scettico sull’efficacia delle misure previste dal governo è anche il sindaco di Sorrento, Giuseppe Cuomo. «In questo momento di emergenza vorrei lasciare fuori ogni polemica – dice il primo cittadino -. L’esecutivo sta evidentemente lavorando in una situazione non facile e senza precedenti. Ma non posso non rilevare che le misure del Cura Italia, che verranno messe in atto per supportare l’economia nazionale e i lavoratori nel corso dei prossimi mesi, non sono sufficienti per un comparto in piena crisi. Indennità e ammortizzatori sociali sono ben poca cosa di fronte agli scenari catastrofici che si delineano all’orizzonte. Si parla nel documento anche di una campagna straordinaria di promozione dell’Italia nel mondo. Non credo sia quello il problema. Il nostro Paese – chiarisce Cuomo – è tra i più amati e conosciuti del pianeta. Il problema sarà capire quando l’emergenza si riterrà conclusa. E quando avverrà da noi, non è detto che coinciderà con la data di altri Paesi, dai quali provengono i flussi di incoming».

LE MISURE
Non nasconde il proprio pessimismo anche Sergio Fedele, presidente di Atex, associazione degli extralberghieri delle due costiere e di Capri. «Purtroppo le misure del governo al momento sono assolutamente insufficienti. Per dar voce alle nostre istanze abbiamo proposto all’assessore regionale al Turismo, Corrado Matera, di istituire, così come fatto in Toscana, L’unità di crisi e ripartenza del Turismo Campano che possa raccogliere una serie di misure specifiche da presentare al governo come ad esempio l’azzeramento delle tasse compreso l’Imu per il 2020, l’annullamento del canone aggiuntivo Rai, il credito d’imposta per il 2021 al 90 per cento per tutte le spese necessarie all’eventuale ripartenza. Oltre all’annunciato Decreto Aprile chiediamo anche un Decreto Turismo proprio per la particolarità di questo settore e la revisione del Piano Per il Sud, destinando i 120 miliardi previsti a questa emergenza. Anche tutti i fondi europei del quadro 2021-2027 – conclude Fedele – vengano dedicati a questa crisi».

 

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