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Tramonti, anche l’Associazione Pizza Tramonti chiede aiuto al Governo insieme ai Pubblici Esercizi Campani

I pizzaioli di Tramonti saranno rappresentati da Alessandro Condurro, dell'Unione Pizzerie Storiche Napoletane

L’Associazione Pizza Tramonti aderisce all’appello delle associazioni del circuito dei Pubblici Esercizi Campani, inviato al Presidente del Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Enrico Stoppani, affinché si faccia portavoce con le forze politiche e di governo, in questa crisi che colpisce gli esercenti campani e non solo. Le istanze sono portate da tre esponenti, Massimo Di Porzio, presidente Fipe Confcommercio Campania, Alessandro Condurro, Segretario UPSN (Unione Pizzerie Storiche Napoletane) le Centenarie e portavoce Associazione Pizze Tramonti e Franco Pepe, patron della Pizzeria Pepe in Grani, portavoce dei ristoratori del Sannio e dell’Alto Casertano.

L’obiettivo comune è di chiedere al Governo supporto per difficile situazione economica che in questo momento stanno vivendo i pubblici esercizi, sia a causa delle chiusure, ma soprattutto in prospettiva della futura riapertura. “È indubbio – si legge nella nota – che, nel disastro generale, il settore dell’intrattenimento e del turismo è quello che riceverà i maggiori danni, anche e soprattutto perché le aspettative sono le più pessimistiche: non basterà riaprire, ma bisognerà rivedere le politiche e le scelte aziendali per la sicura mancanza di flussi turistici e per la difficoltà che avranno le persone a frequentare luoghi pubblici con altre persone. Allora dobbiamo assolutamente richiedere un allungamento delle moratorie e un sostegno nel pagamento di canoni di affitto e utenze. Non da ultimo, le esigenze degli stabilimenti balneari di esonero dal versamento dei canoni e degli altri oneri concessori.”

“In questo momento particolare – dice Vincenzo Savino, presidente dell’Associazione Pizzaioli Tramonti riteniamo utile avviare un rapporto teso a elaborare tutte le iniziative e proposte necessarie che possano consentire al più presto al nostro Paese e al nostro comparto di ripartire. Ci sentiamo tutti impegnati a vincere la partita più importante della vita, poiché è in gioco il ruolo, il valore e il futuro della ristorazione.
Occorrerà, per questo, prevedere interventi che diano i loro effetti non solo nella fase iniziale, ma soprattutto nel periodo post-emergenziale.”

Queste sono le richieste portate avanti dall’associazioni che si sono riunite in tale appello:
1) Indennizzo percentuale sul fatturato e corrispettivi persi rispetto al medesimo periodo dell’anno scorso.
2) Accesso al credito garantito dal Fondo di garanzia, con istruttorie veloci, con restituzione della prima rata dopo 6 mesi e interessi 0 per il primo anno, a lungo termine (almeno 20 anni), legando la disponibilità alla base imponibile o almeno a determinati indici delle aziende stabiliti dal governo (preservare aziende virtuose che hanno lavorato bene).
3) Allungamento degli ammortizzatori sociali in deroga al 30/09 e snellimento delle procedure di accesso per garantire livello occupazionale.
4) Credito d’imposta per locazioni 100% per periodi di chiusura forzata e poi 60% fino a dicembre 2020, esteso anche ad altre categorie catastali.
5) Sospensione almeno semestrale del pagamento di imposte, tasse e contributi e successiva rateizzazione anche di imposte e tasse locali (imu, cosap, tari).
6) Esonero dal versamento dei canoni demaniali per l’anno 2020 e delle relative addizionali regionali per gli stabilimenti balneari e gli altri concessionari del demanio marittimo ad uso turistico-ricreativo.

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