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Piano di Sorrento. La storia di San Michelino raccontata dall’Arciconfraternita “Morte e Orazione” ai bambini in questo momento difficile

Condividiamo con piacere una storia raccontata sulla pagina facebook “la Processione Nera dell’Arciconfraternita “Morte e Orazione” di Piano di Sorrento, rivolta a tutti i bambini per donare loro un sorriso in questo momento di particolare difficoltà. Ma leggiamola con attenzione anche noi adulti, ci farà sicuramente bene e ci riscalderà il cuore.

La Mia Favola

In queste ore così delicate per tutti noi mi piace condividere con i tanti bambini e ragazzi che, tra una lezione in streaming e la rinuncia alle tantissime occasioni di svago che a loro riservava la normale routine quotidiana, si trovano a vivere sospesi in un “Tempo senza Tempo”.

Ho pensato che proprio per ri-dare loro questo “tempo rubato” poteva essere utile raccontare una storia antica che ha i contorni della favola. Questa è la storia di San Michelino, dell’artista che lo scolpì e della sua Santa ispirazione.

A noi adulti l’onere di pregare che presto tutti i bambini ed i ragazzi possano tornare ad essere come quegli “scugnizzi” che giocando a rincorrersi furono da modelli per la realizzazione della tenerissima Statua che da secoli custodiamo nella Basilica di San Michele. Presto tornerete a correre, liberi!

Con affetto, Michele.

L’Eco della Tenerezza

Da sempre l’artista che eseguiva l’opera aveva dal committente precise indicazioni sul familiare da ritrarre nel lavoro da eseguire. Quadri, statue ed altro erano pieni di figli, mogli e parenti vari che, nelle intenzioni di chi “pagava”, dovevano sopravvivere all’oblio del tempo e rappresentare il “casato” per l’eternità.

Mi sono sempre chiesto quale dolcezza ispirò, qualche secolo fa, l’artista autore del Nostro San Michelino. Mi piace immaginare ad uno scultore disobbediente che, sconcertato dalla tenerezza di uno dei bambini-scugnizzi che giocava a rincorrersi fuori la sua bottega, prese a modello quella bellezza.

Mi piace immaginare la rabbia dei committenti (dai cognomi importanti come Cota, Massa, Maresca o Cafiero), che si trasformò in ammirazione alla visione di quel viso “angelico”. Mi piace immaginare i mille volti dei nonni dei nonni dei nostri nonni che, accogliendo alla Marina di Cassano la piccola statua del Nostro Arcangelo Michele, rimasero meravigliati da tanta arte.

Cosi mi piace immaginare al pescatore che, per primo, aiutando ad attraccare l’imbarcazione, guardò quella statua: ammirando quel volto forse riconobbe la somiglianza con suo figlio Michele e, chiamandolo a se, esclamò:” Michelino vieni, corri, guarda San Michele è tale e quale a te!”

Nel Nostro San Michelino avverto l’Eco di tutto questo; avverto L’Eco di una Tenerezza disarmante. L’Eco dei nostri padri che hanno saputo nei secoli sentire la dolcezza e l’amore di una terra ricca di passione. Quell’Eco di Tenerezza che oggi rischia di perdersi nel vento ha bisogno di un cuore dove poter riflettere; di un cuore dove poter “rimbalzare”, per prendere forza e continuare il suo cammino.
Quell’Eco di Tenerezza ha bisogno di te! A bisogno di tutti Noi!

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