Lavoratori stagionali, tra coronavirus e morire di fame, il Governo decida sul loro destino.

Dalla bozza in circolazione del decreto, che il Governo si appresta varare, sembra non esservi alcun provvedimento per tale categoria. Disperazione e sconforto per oltre 400mila famiglie che iniziano a vedersi totalmente abbandonate e senza alcuna speranza di sopravvivenza. A livello locale vergognosa la solita inerzia delle Amministrazioni comunali e di Federalbeghi.

Sorrento – Stando alle prime bozze in circolazione, chi si aspettava quanto meno una certa attenzione da parte del Governo nel varare  provvedimenti, da inserire nel decreto emergenza a favore dei lavoratori stagionali, continua rimanere irrimediabilmente deluso. Molti lavoratori, nonostante tali prospettive, tuttavia continuano ad essere ottimisti aspettando le decisioni finali . Escludendo che dopo tante sollecitazioni,siano lasciati al loro destino.

In particolar modo dopo le rassicurazioni dei  parlamentari del M5S (da sempre con gli stagionali) che fanno parte delle varie commissioni alla Camera ed al Senato, nonché alla stessa Nunzia Catalfo, l’attuale Ministro del Lavoro che negli anni si è battuta a fianco degli stagionali contro il provvedimento Naspi Sarebbe inaccettabile per centinaia di migliaia di  famiglie che come ogni anno, già senza alcun sussidio da gennaio a causa dell’ attuale e discusso sussidio di disoccupazione , in questi drammatici momenti siano del tutto ignorati dal Governo. Una categoria, quella dei lavoratori stagionali del turismo che anche a causa della poca compattezza, risulta da sempre sfruttata e bistrattata. Oltre che dalle associazioni di categoria, dagli imprenditori e dalle stesse  istituzioni. Tuttavia  nessuno poteva immaginare che in una tale situazione di emergenza, dove la nazione è totalmente ferma, quando si sono messi a disposizione decine di miliardi per i vari settori produttivi, tra cui le imprese che fanno turismo, ci si dimentica di chi sta dietro al turismo italiano. Di quella fetta importante del Pil nazionale, del settore che da sempre viene considerato il volano dell’economia, di chi con sacrificio ed abnegazione continua a mandare avanti questa grande macchina che ogni anno rappresenta un vanto nel mondo per l’intero Paese, ovvero i lavoratori stagionali del turismo. Grande e comprensibile è la preoccupazione che giunge  in questi istanti da tutta Italia in attesa di quello che potrebbe essere il verdetto finale per il destino di centinaia di migliaia di famiglie. Molte ridotte alla fame già da qualche mese, con affitti, mutui, finanziamenti, tasse, bollette da pagare ma soprattutto con niente da mettere in tavola ogni giorno. Altresì forte è il grido di disperazione che soltanto quello che resta di una dignità ormai calpestata riesce ancora per qualche ora a rimanere silenzioso. A livello locale le solite promesse dei nostri pseudo politici che nonostante la drammaticità della situazione non esitano a strumentalizzare le preoccupazioni di tante famiglie per ricavarne, in modo squallido, dei vantaggi elettorali. Quando tale problematica  è ben noto che si trascina ormai da anni e nessuno, compreso  le Associazioni di categoria e lo stesso Comune,si sono mai preoccupati di dargli una concreta soluzione. Magari applicandosi nel prolungamento di qualche mese della stagione turistica.  A Sorrento,il Sindaco Cuomo ,nel frattempo ,si vede preoccupato e vara una inutile task force per monitorare il coronavirus, quando sarebbe soltanto opportuno invitare la cittadinanza a rispettare i provvedimenti varati dal Governo e dall’Istituto Superiore di Sanità. Piuttosto sarebbe opportuno, varare certamente una task force, ma  che si interessi dello stato attuale in cui versano tante famiglie. Di come stanno affrontando tale situazione dal punto di vista della sopravvivenza. Soprattutto coloro, come gli stagionali,che non hanno alcun supporto economico. Nessuna iniziativa, in tal senso, si registra anche da parte di Federalberghi ed altre Associazioni di imprenditori affinché , una località turistica come Sorrento, possa spendere con merito, in queste ore,  una parola  a favore dei lavoratori stagionali.  Un vergognoso silenzio che sta a dimostrare ancora una volta  i limiti di determinati personaggi. Gli stagionali continuano ad essere lasciati al loro destino e pronti ad essere ancora una volta carne da macello semmai l’emergenza dovesse rientrare e la stagione turistica riprendere il suo normale svolgimento.

Nonostante il coronavirus ,ma di fronte a morire di fame, da più parti giungono preoccupanti, ma senz’altro condivisibili messaggi di protesta. Pronti, nonostante l’emergenza, a scendere in piazza, semmai il Governo ancora una volta dovesse venire meno. Da giornale responsabile consigliamo tuttavia dal desistere da quelle che in questi momenti potrebbero essere controproducenti iniziative.  Rimandando tali proteste, semmai la situazione dovesse rimanere invariata e si riuscisse a sopravvivere, durante la stagione per il ripristino della vecchia Aspi. Un obbiettivo che chiaramente si può raggiungere con coesione e compattezza, altrimenti la categoria non sarà mai presa in considerazione. Si continua tuttavia a sperare che la prima bozza varata dal Governo sia in queste ore superata e quindi inattendibile e che le tante sollecitazioni, anche da parte del nostro giornale, siano recepite da chi di dovere, affinché si varino dei provvedimenti appropriati per le famiglie dei lavoratori stagionali. Diversamente, visto le prospettive future, si abbia almeno il coraggio nel consigliare del come scomparire.  – 14 marzo 2020 –salvatorecaccaviello.

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