Costa d’Amalfi. Emergenza Coronavirus, il live con il Webinar “Decreto Cura Italia”. Per il turismo non basta. Le Slide e il video foto

Costiera Amalfitana. Una bella iniziativa questa di oggi pomeriggio che Positanonews ha auspicato più volte, occorre organizzarsi anche nell Emergenza Coronavirus, progettare per il futuro, analizzare le misure a sostegno e fare rete, dando un’occhio alla destagionalizzazione, ma probabilmente quest’anno è perso quasi completamente, dal momento che, una volta usciti noi dalla crisi, c’è il resto dell’Occidente che dovrà ancora risolverlo e comunque l’OMS prima di dare l’ok a sbloccare confini ci vorrà molto tempo, bisognerà guardarsi intorno dunque.

Come molti sanno non ci lesiniamo per segnalare carenze, e crediamo che sia una funione utile , dopo 35 anni che ci occupiamo di giornalismo in quest’area e , quindi, indirettamente anche di turismo. Dunque complimenti per il webinar, sperando che si ripeta questa e iniziative analoghe.

Ma andiamo al concreto alle misure di cui oggi si è discusso sulla pagina Facebook del Distretto Turistico Costa d’Amalfi, per esser di supporto alle famiglie e alle imprese in questa situazione di crisi Webinar “Decreto Cura Italia” sin diretta per parlare del lavoro e delle misure di sostegno di famiglie, imprese, lavoro e liquidità. Si è parlato di lavoro e misure a sostegno.

Analizzando insieme le misure di sostegno alle famiglie, alle imprese, al lavoro e alla liquidità attraverso il sistema bancario previste dal Decreto. In allegato troverete una presentazione utile alla comprensione delle misure.

A essere invitati ad intervenire Andrea Gatto, Consulente Fiscale e del Lavoro, Giovanni Massitti, Capo Mercato Aziende della Banca Credem, Marcello Gambardella, CEO di Tra.vel.mar, Andrea Ferraioli, Presidente del Distretto Turistico Costa d’Amalfi. Ospite speciale Barbara Casillo, Direttore Generale Confindustria Alberghi Nazionale moderati da Robert Piattelli, Cofounder BTO Educational.

webinar cura Italia Distretto Costa d' Amalfi

Coraggio, #AddàPassàStuCoronavirus”

Qui l’allegato

Slide Decreto-Cura-Italia_20marzo2020

Per il turismo comunque è poco. Il territorio quest’anno conterà perdite spaventose e , sopratutto, impreviste e imprevedibili. Crediamo superiori al 50% rispetto al 2019 , più di altre zone, visto che il turismo internazionale quest’anno non ci sarà almeno fino a questa fine estate / autunno, a voler essere molto ottimisti, sempre se le norme e i divieti lo consentano ( l’Italia potrebbe dover bloccare i confini per evitare una contaminazione dall’esterno, o seguire precise direttive dell’OMS ndr) . Il Decreto da dei palliativi, anche a livello di tassazione, fra l’altro non interviene nei tributi locali, lasciando giustamente le scelte ai singoli comuni, che forse dovrebbero tenere una linea unica.

“Il Turismo (13% del PIL nazionale) è una galassia molto articolata ed è fondamentale che il Governo ne comprenda tutte le sfaccettature e agisca di conseguenza. In tale ambito, il comparto del turismo organizzato, quindi Tour Operator e Agenzie di Viaggi, rappresenta 12.000 aziende e dà lavoro ad oltre 50.000 addetti. Il blocco delle attività per queste imprese è arrivato da più fronti: dalle moltissime destinazioni estere che inizialmente hanno chiuso l’ingresso agli italiani e dall’impossibilità assoluta e totale di vendere viaggi in considerazione dell’emergenza da Covid19.

Ma sentiamo anche dei punti di vista nazionali, oltre ai relatori del Distretto. Dalla fine di gennaio i Tour Operator stanno registrando solo uscite: costi extra per i rimpatri, rimborsi per le cancellazioni, stipendi dei dipendenti, affitti degli immobili, anticipi dati ai fornitori e penali applicate da questi ultimi (soprattutto fornitori esteri) – spiega Astoi -. Il settore turistico è costituito da una filiera complessa, che coinvolge una miriade di realtà, tra alberghi, compagnie aeree, trasporti, agenzie di viaggi e tour operator. ASTOI Confindustria Viaggi rappresenta e si fa portavoce dei Tour Operator Italiani per chiedere con urgenza l’adozione di alcune misure incisive a tutela della sopravvivenza di queste imprese e dei loro lavoratori”.È necessario “istituire un fondo nazionale emergenze per assicurare la continuità aziendale del comparto, indennizzando così le cancellazioni registrate e l’impossibilità di vendere e produrre fatturato. Va sottolineato che questa misura è stata stanziata con il decreto “Cura Italia” per altri settori, fra cui Spettacolo, Cultura, Agricoltura e Pesca ma non per il Turismo”.

Recenti e accreditati studi (Cerved Industry Forecast Covid 2019) stimano nel 2020 una perdita di fatturato per il comparto del turismo organizzato che va dal 35,5 al 68,8% rispetto al 2019. Si giudica poi del tutto insufficiente la sospensione per due mesi di versamenti delle ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. Prefigurando uno scenario “zero incassi” sul prossimo trimestre, si chiede uno stralcio dei contributi di marzo e aprile e una sospensione per maggio e giugno 2020.Inoltre, si chiede la creazione di specifici crediti d’imposta per le spese sostenute in Italia e/o all’estero per il mantenimento di villaggi turistici/alberghi ovvero di impegni con strutture ricettive, con riferimento ad un arco temporale che non copra solo il mese di marzo.

“La volontà di tutti è salvaguardare l’occupazione perché in questo settore le risorse umane sono preziose, oltreché non facilmente reperibili in quanto molto specializzate. Molti Tour Operator potrebbero accedere alla CIGS in quanto occupano più di 50 dipendenti, ma il decreto non prevede alcuna facilitazione per tali soggetti in materia di ammortizzatori sociali, anzi, complica la situazione, innescando dubbi e disparità di trattamento. In particolare, non è chiaro se ai predetti datori di lavoro possa applicarsi il trattamento di integrazione salariale ordinario con causale “Covid-19″ di cui all’art. 19 del Decreto, e non è altrettanto chiaro se i datori di lavoro che rientrano nel campo di applicazione della CIGS possano accedere alla Cassa in deroga per Covid-19, di cui all’art. 22 del Decreto”, prosegue Astoi.

“L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio tutto il comparto del turismo – commenta Nardo Filippetti, Presidente ASTOI Confindustria Viaggi -. In particolare, per tour operator e agenzie di viaggio, che si occupano prevalentemente di turismo outgoing, si prevede una ripresa parziale delle attività tra fine estate/autunno e un ritorno progressivo alla normalità solo nel 2021, con una perdita di fatturato che va dal 35 al 70% circa. Se il Governo non integrerà al più presto i provvedimenti già varati non saremo in grado di garantire i livelli occupazionali e la sopravvivenza delle nostre aziende. Dall’inizio di questa situazione abbiamo affrontato imponenti costi emergenziali, pari a decine di milioni di euro, tra rimpatri di turisti, riprotezioni, rimborsi, cancellazioni, anticipazioni a fornitori e costi organizzativi. La nostra autonomia finanziaria non può durare in eterno a fronte di continui esborsi e zero ricavi. Riteniamo di avere diritto allo stanziamento di un fondo per l’emergenza, al pari di altri settori, quali agricoltura, pesca, cultura e spettacolo. Necessitiamo di misure urgenti ed efficaci e ci auguriamo che il Governo non si sottragga al dovere di supportare le nostre aziende e di proteggere i lavoratori del nostro comparto”.

Commenti

Translate »