Virus Ingannevoli come la Pubblicita’

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    Virus ingannevoli come la pubblicità…E se bastasse soltanto qualche semplice regola di buon senso?

    Reduci solo da pochi mesi dalla campagna vaccinale antinfluenzale, come se non bastasse, oggi ci ritroviamo bersagliati da altri tipi di raccomandazioni anti-coronavirus.

    La cosa incredibile è che a fronte di interminabili trasmissioni televisive, che allarmano e raccomandano misure di quarantena da incubo, in contemporanea assistiamo anche alla messa in onda del solito battage pubblicitario di farmaci, che alleviano gli usuali sintomi stagionali influenzali e para-influenzali, invece di consigliare soprattutto di restare a casa a riposo alle persone soggette a tale malanno.

    Secondo quanto reclamizzato, si tratterebbe di veri e propri “medicamenti miracolosi” che, eliminando i fastidi che ci mettono ko, ci consentono di  riprendere la “normale” vita quotidiana senza dover rinunciare ad impegni lavorativi, e ad “importanti e fondamentali” attività, incluso quelle del nostro prezioso tempo libero, e farci riacquistare immediatamente tutta la nostra forma fisica.

    La pubblicità, com’è noto, è l’anima del commercio, tuttavia il messaggio trasmesso da questi spot è, non solo fuorviante, ma contrario del tutto a quell’auspicabile senso civico o più semplicemente buon senso, utile a vivere bene in comunità.

    Questo è tanto più vero oggi, visto che il coronavirus, insieme all’influenza stagionale, sta mettendo in ginocchio la salute pubblica e l’economia dell’intero paese.

    Non tutti sanno purtroppo che questi farmaci non sono curativi, cosicché in tanti, negli ultimi mesi, andandosene in giro apparentemente “guariti”, hanno diffuso in giro non solo virus influenzali ma anche covid-19.

    Forse se insieme a decine di trasmissioni sul “razzismo” verso i cinesi e sui possibili ed impossibili modi, per contenere la diffusione del nuovo “virus”, avessero sollecitato le aziende farmaceutiche a correggere il messaggio fuorviante dei loro spot pubblicitari, avremmo evitato che centinaia di migliaia di persone, dopo l’assunzione di pasticche, passassero indenni ai controlli aeroportuali, si recassero al lavoro, nei locali, palestre, centri ricreativi, agli irrinunciabili viaggi e gite, agli imperdibili spettacoli teatrali o cinematografici ecc.

    E così che questi moderni “untori” sono riusciti, per non volersi mettere a riposo qualche giorno, non solo a minare il loro stato di salute, ma a diffondere liberamente virus di ogni tipo, sulla loro strada e soprattutto a complicare l’identificazione dei sintomi da coronavirus.

    Così insieme ai virus, che  ringraziano per la facilità con cui possono riprodursi, ancor di più gli è grata l’industria farmaceutica!

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